L'Atalanta, prima della firma con l'Udinese, avrebbe pensato (secondo alcuni spifferi) all'ingaggio di Alaba. Alla fine ha prevalso il buonsenso bergamasco, quel mix di storia e strategia che i giovani li mette al centro davvero. Adesso, più che mai, ce n'è bisogno. In questo momento, l'Atalanta ha oggettive difficoltà nel reparto arretrato. Hien e Kossounou sono fuori per almeno 2 mesi (dovrebbero tornare con l'Inter il 22 novembre), ci sono Scalvini e Kristensen a disposizione e alle loro spalle il primo sostituto è Obric (classe 2006) che non ha mai giocato in Serie A e ha una cinquantina di presenze con la Dea Under 23. Certo, ci sarebbe anche Kolasinac ma il bosniaco per Sarri è un laterale a sinistra e in quella zona di campo si alterna con Bernasconi.
Altri giocatori che possono muoversi in quella zona sono Bellanova e Zappacosta ma anche Kessie che in passato ha già ricoperto il ruolo di centrale. Insomma, adattamenti se ne possono fare per una situazione che comprende 6 gare di campionato e 3 di Conference League, competizione con la lista bloccata fino a febbraio 2027 tranne che per i giovani convocabili per la lista B, quella dei ragazzi del settore giovanile.
Dopo una prima valutazione fatta all'indomani della gara di Torino con la Juventus, momento in cui si è avuta piena contezza del problema che ha colpito Kossounou, l'Atalanta ha fatto delle valutazioni sugli svincolati (Alaba ma non solo) e si è scelto di non procedere con un giocatore senza contratto e su di età. Il motivo è semplice: i calciatori non sono usa e getta, quindi comunque se ne inserisci uno in rosa adesso è chiaro che nella parte di stagione con tutti a disposizione questo può essere di troppo. Perché la Dea ha 4 centrali per 2 posti. Più i ragazzi.
A proposito dei ragazzi, se hai la Under 23 è una contraddizione in termini lavorare sulla rosa inserendo svincolati. Obric ma anche Plaia e Mirra piuttosto che Pulijc e gli altri sono tutti elementi giovani su cui la squadra "B" dei bergamaschi punta. Il ds Gatti è tutti i giorni impiegato nella valutazione di chi c'è e la strategia è chiara: per i nerazzurri, in caso di emergenza, prima si guarda al settore giovanile e poi altrove.