Il centrocampista brasiliano non riesce a carburare, ci sono prestazioni ed errori che sono troppo lontani da quello che può fare e condizionano anche tutti i compagni. Difficile uscirne velocemente. Il gol segnato per il momentaneo 2-2 (rigore preso d'impeto con la palla già in mano a Krstovic) è stato prezioso e va sottolineata la voglia di sistemarsi subito un po' la coscienza ma l'errore dopo nemmeno un minuto è proprio grave: quella palla, giocata in quel modo e senza pressione, fa davvero riflettere. Il problema è che il resto della partita non è esente da colpe. Sul gol del 3-3, Calò era l'uomo che Ederson, fosse stato ben posizionato nella sua "zona" avrebbe controllato e probabilmente fermato. Perchè, invece, era schiacciato verso la difesa?
In alcune circostanze, la corsa del brasiliano (che comunque non viene mai meno) era slegata dal resto del gruppo, un po' come se per caratteristiche il numero 13 nerazzurro sia portato a giocare più "libero" e invece con Sarri ha dei compiti ben precisi. Che sta imparando ma che non ha ancora ben assimilato. Contro il Frosinone, che di fenomeni in mezzo non ne ha, alla fine la squadra è riuscita comunque a sopperire ma il rendimento del capitano della Dea non è stato di certo all'altezza. Anzi, di fronte a certe prestazioni viene anche da chiedersi: ma Ederson è un trascinatore?
Il tema si pone anche nel momento in cui analizziamo il rendimento di Ederson. Secondo per minuti giocati dietro a Carnesecchi (1.038 su 1.152, unici due sopra quota mille), il brasiliano non ha mai convinto completamente. Certo, ha fatto gol a Roma alla Roma ma non ci sono quasi mai state prestazioni (nemmeno per un frammento di gara) che abbiano fatto dire a chi osservava che il ragazzo, fresco di rinnovo con annessa fascia da capitano, meritasse davvero di diventare un punto di riferimento per il gruppo. E, oltre a meritarlo, potesse davvero giocare ed essere decisivo come contratto vorrebbe.
Adesso il problema è riaverlo sui suoi standard, senza paura e convinto che con Sarri in mezzo al campo di centrocampisti ne sono usciti diversi e tutti con ottimo curriculum. Quindi il lavoro del tecnico è anche sull'onda lunga di chi gioca magari meno all'inizio o con più difficoltà e poi trova il modo di essere protagonista. Anche con un altro allenatore. Per informazioni in merito "citofonare Lazio", squadra attualmente in vetta alla classifica che l'anno passato ha lavorato (con mille peripezie e il mercato bloccato) insieme a Maurizio Sarri.