Incredibile, per come è maturata, la sconfitta in terra sarda ⚫1) Ho aspettato qualche giorno, non mi è ancora passata. La sconfitta di Cagliari non è pesante per i punti persi ma per come è stata approcciata la partita nei due tempi. Inspiegabile. Davvero incredibile.
🔵2) Le gare si possono vincere e perdere, è il calcio. Io capisco pure i contraccolpi. Però c’è modo e modo, non puoi stare sotto 2-0 dopo 8 minuti e giocare gli ultimi 15 del primo tempo e l’ultima mezz’ora di partita. Troppo poco.
⚫3) Adesso, a 4 giornate dalla fine, si gioca per mantenere il settimo posto aspettando la finale di Coppa Italia: per andare in Conference League serve che chi è andato in finale senza meritarlo non vinca il trofeo contro una compagine oggettivamente più forte. Poi è una finale, a Roma. Stiamo a vedere.
🔵4) Me lo avete chiesto in tanti, lo faccio qui: ho riascoltato più volte l’intervista di Luca Percassi a Sportitalia e credo che ci siano una serie di concetti molto chiari, messi in fila uno dopo l’altro, che non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Mi prendo qualche punto per ripercorrerli.
⚫5) “sappiamo che stagione è stata” è una premessa DETERMINANTE: perché per la stagione che è stata, arrivare agli ottavi di Champions League e ad un passo dalla finale di Coppa Italia non sono risultati scontati. Chiaro che c’è amarezza per qualche passaggio a vuoto, soprattutto recente, ma visto dove si era con Palladino appena arrivato, il settimo posto di oggi (che vediamo se vale la Conference o no) va pesato MOLTO BENE.
🔵6) In nessun passaggio dell’intervista ho sentito che la dimensione dell’Atalanta è il settimo posto. Nessuno. Ho sentito parlare di piedi per terra, ho ascoltato bene il passaggio dove si citano i risultati del passato "anche migliori" e la necessità di tenere i piedi per terra. Secondo me questo significa non alimentare ASPETTATIVE, le AMBIZIONI non c’entrano nulla.
⚫7) I vertici dell’Atalanta, oggi come negli ultimi 10 anni (ma anche prima), hanno quasi sempre parlato della necessità di salvarsi (il presidente Antonio lo fa sempre…) lasciando al campo l’onere di segnare il cammino. A me fanno pensare molto di più le COSE da FARE piuttosto che l’INTERPRETAZIONE delle PAROLE. Io NON HO BISOGNO di proclami, cerco di VALUTARE i FATTI.
🔵8) Torniamo alle cose importanti, la vittoria in Coppa Italia Primavera. Una gara così la porti a casa se sei SQUADRA. Perché nei momenti complicati soffri, tutti insieme. E nei momenti buoni spingi, tutti insieme. Bello vedere i ragazzi al settimo cielo dopo il fischio finale. Bello sentire tanti ragazzi della Curva inneggiare Mino Favini davanti alla squadra.
⚫9) La Primavera col Trofeo, la Under 23 ai play-off di C per il terzo anno di fila su 3 partecipazioni. La seconda e la terza squadra della Dea, di fatto, sono un bel biglietto da visita per la Dea che verrà. Altrove, giovani così, se li sognano: non ci sono campionissimi ma tanti buoni prospetti su cui lavorare. Lavorare, ancora lavorare.
🔵10) Questione Palladino: sto sentendo e leggendo certezze di ogni tipo, in un senso e nell’altro. Ovviamente sono in allerta costante, sto indagando e a me la questione sembra molto più semplice di quanto non possa apparire. Vediamo a fine campionato cosa succede ma sarei sorpreso di una separazione.
PS: Il finale di stagione con i risultati che non arrivano e la sensazione che tutto sfugga dalle mani non aiutano di certo l’umore generale, spero arrivi presto il gong per avere tutte le bocce ferme (sul tavolo) e la questione Conference League chiara. Che, ovviamente, spero di fare.
PS2: Io AMBISCO a tornare in Champions, NON mi ASPETTO di andare in Champions. È molto diverso. Tu?
PS3: sondaggio aperto. Per la stagione che è stata, TUTTO COMPRESO, arrivare settimi e andare in Conference sarebbe un risultato che ti rende contento? Risposta SECCA: SI o NO? Con la motivazione (nei commenti social, o mandando un messaggio qui), sono curioso!