A 6 giorni dallo stop alle trattative, il ds della Dea ha commentato il mercato degli orobici analizzando chi è arrivato e chi è andato via, spiegando i colpi mancato e sottolineando i meriti della proprietà e dei massimi dirigenti con cui lavora ogni giorno. La presentazione di Kessie, in un caldo pomeriggio di inizio settembre, con le scatole che girano ancora ad elica per la rimonta subita dalla Roma sabato sera all'Olimpico, si apre con Cristiano Giuntoli che scandisce parole e concetti. Parla piano, il direttore sportivo nerazzurro. Perchè non serve urlare quando hai la forza del "fare" pronta a spiegare quello che è stato. Ovvero un mercato pieno di cose importanti, di attese ma anche di accelerate che non sempre sono state capite ma che, alla fine, hanno portato uomini alla corte di Sarri.
Partendo proprio dal tecnico, il direttore sportivo della Dea non ha parlato di obiettivi ma del lavoro, passando da un complimento all'altro per chi gli ha permesso di operare in un certo modo e ribadendo ai quattro venti che lavorare con Luca Percassi, AD nerazzurro, è un privilegio. L'Atalanta è una grande realtà, Giuntoli si è messo a correre con tutti gli altri che quotidianamente lo fanno a Zingonia e ora c'è solo da seguire le partite e l'evoluzione di ogni cosa. Giorno dopo giorno.
Ecco cosa ha detto, in pillole, il direttore sportivo della Dea: