Il numero 19 della Dea ha giocato un primo tempo sontuoso andando in difficoltà alla distanza. Nel finale Sarri lo ha tolto per passare al 4-3-3 con Gaetano ma la presenza del "Presidente" è stata importante. Come sempre. La sensazione, quando lo vedi in campo, è che sia sempre in pieno controllo della situazione. Il gol che segna in avvio è la degna conclusione di un'azione che era iniziata con il suo pallone rubato ed è continuata con uno scatto nello spazio che fai se sai leggere le situazioni di campo: bella palla di Krstovic, tocco sotto e prima festa sotto Morosini della sua stagione. Curiosamente, anche i primi due gol con la maglia dell'Atalanta (21 agosto 2016) vennero segnati a Bergamo e in quella stessa porta: Atalanta-Lazio 3-4, doppietta di Kessie ad inizio ripresa che valsero il momentaneo 2-3. Il capello era più lungo ma il numero 19 e la personalità già si facevano notare.
Certo, Kessie è anche protagonista contro il Venezia di un bellissimo pallonetto ma anche di una piroetta ai 20-22 metri nerazzurri che lo porta a perdere il pallone sulla pressione di Yeboah ma anche in quella situazione c'è del buono da sottolineare: se hai la personalità di metterti a controllare palla con il rischio (concretizzato) di perderla in una zona pericolosa significa che non hai visto o valutato una situazione migliore e diversa. Da uno come Kessie, il Presidente che parla in terza persona, queste cose è quasi naturale attendersele.
In un gruppo che ha perso elementi come De Roon e Djimsiti, con Pasalic che sta giocando poco e Kolasinac che pare nettamente sulla via del tramonto, Kessie (classe 1996) può davvero diventare un pilastro della squadra. Arrivato a parametro zero grazie ad un clamoroso colpo d'anticipo del ds Giuntoli (mentre la Juventus tirava per le lunghe, l'Atalanta in poche ore ha chiuso la trattativa), Franck Kessie si sta pian piano prendendo un posto da protagonista al centro dell'Atalanta: che si giochi 4-3-3 o 4-2-3-1, la maglia del numero 19 ivoriano è sempre una di quelle scelte per partire titolare. Impossibile che vada altrimenti, se il Presidente sta bene gioca.