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7 settembre, 2026 ore 16:00

Giuntoli commenta il mercato: "Abbiamo migliorato la squadra"

Giuntoli commenta il mercato: A 6 giorni dallo stop alle trattative, il ds della Dea ha commentato il mercato degli orobici analizzando chi è arrivato e chi è andato via, spiegando i colpi mancato e sottolineando i meriti della proprietà e dei massimi dirigenti con cui lavora ogni giorno.

Il contesto

La presentazione di Kessie, in un caldo pomeriggio di inizio settembre, con le scatole che girano ancora ad elica per la rimonta subita dalla Roma sabato sera all'Olimpico, si apre con Cristiano Giuntoli che scandisce parole e concetti. Parla piano, il direttore sportivo nerazzurro. Perchè non serve urlare quando hai la forza del "fare" pronta a spiegare quello che è stato. Ovvero un mercato pieno di cose importanti, di attese ma anche di accelerate che non sempre sono state capite ma che, alla fine, hanno portato uomini alla corte di Sarri. 

Partendo proprio dal tecnico, il direttore sportivo della Dea non ha parlato di obiettivi ma del lavoro, passando da un complimento all'altro per chi gli ha permesso di operare in un certo modo e ribadendo ai quattro venti che lavorare con Luca Percassi, AD nerazzurro, è un privilegio. L'Atalanta è una grande realtà, Giuntoli si è messo a correre con tutti gli altri che quotidianamente lo fanno a Zingonia e ora c'è solo da seguire le partite e l'evoluzione di ogni cosa. Giorno dopo giorno. 

Giuntoli con Kessie
Giuntoli con Kessie

Le frasi più importanti

Ecco cosa ha detto, in pillole, il direttore sportivo della Dea:

  • Prima di tutto, GRAZIE: «Devo ringraziare la proprietà e l'amministratore delegato Luca Percassi per il lavoro che mi hanno permesso di fare. Lavorare qui è davvero un privilegio, un onore».
  • Sarri e tutti gli altri: «Siamo partiti da Sarri, la persona giusta per nuovo persona e nuovo ciclo. Siamo contenti di averlo con noi. Abbiamo poi ingaggiato Gaetano, regista italiano, e siamo passati a Kristensen dopo Djimsiti prendendo poi Elmas che pensiamo possa essere molto importante per più ruoli nel 4-3-3. Infine sono arrivati Kessie, con de Roon che ci ha chiesto di andare alla Roma e Rowe, ala inglese che pensiamo possa essere l'ultimo pezzo importante dello scacchiere nel 4-3-3 per la qualità che serve negli ultimi 30 metri di campo». 
  • Il colpo mancato in difesa: «Non abbiamo preso un altro difensore perchè Hien procede bene nel recupero, contiamo di vederlo a breve con noi e poi c'è Obric che è un centrale under 23 mancino. Abbiamo seguito altri elementi che potevano essere opportunità ma poi ci siamo defilati». 
  • La squadra che migliora. «Siamo convinti di aver migliorato la squadra. Il nuovo corso ha bisogno di tempo, passare da uomo a palla come orientamento di squadra cambia molto sia sul piano tattico che fisico. I ragazzi si dovranno abituare.
  • Il ruolo di Kessie. «Credo che non abbia problemi a giocare da nessuna parte, può muoversi sia da regista che da mezz’ala»
  • I tormentoni Alajbegovic e Romagnoli: «Prendiamo sempre molte informazioni su tanti giocatori, abbiamo optato per un elemento già più pronto. Della difesa ho detto, aspettiamo Hien e abbiamo Obric».
  • Tempi, Giuntolate e investimenti. «Ogni mercato è differente, il Mondiale ha molto rallentato parecchie trattaticìve e sono state chiuse diverse operazioni in 15 giorni. Sul piano dei costi è un mercato drogato, con cifre molto in circolazione. Pensiamo di aver fatto investimenti anche sulla proprietà dei cartellini che possono essere un patrimonio importante per l’azienda Atalanta»
  • L'addio di De Roon, spiegato. «Quando c’è un giocatore di lunga presenza che esprime una volontà così netta di andare via, doveroso ascoltarlo. Abbiamo voltato pagina, sia in campo che per quanto concerne la personalità nello spogliatoio con Kessie».
  • Gli obiettivi. «Si parla sempre di obiettivi, l’ambizione mi porta a dire che dobbiamo trovare un'identità chiara e forte perché da quella si capisce che obiettivi possiamo raggiungere. Adesso dirne uno sarebbe troppo o troppo poco, ora l’obiettivo è ripartire forte e anche se ci vorrà tempo vogliamo farlo con fiducia».

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