Negli ultimi 8 giorni (con 3 partite giocate) l'Atalanta ha segnato 8 dei 14 gol stagionali, colpito un palo e divorato almeno altrettante occasioni che potevano scrivere una storia diversa, ad esempio, della gara di MIlano. L'Atalanta fino a questo momento ha giocato 10 partite ufficiali, 7 in campionato contro Sassuolo, Bologna, Roma, Cagliari, Juventus, Venezia e Milan (con 3 trasferte insidiose come quelle dell'Olimpico, di Torino e a San Siro) e 3 in Conference League ovvero i due play-off contro l'Hapoel Tel-Aviv e il Pafos la scorsa settimana. I gol segnati sono 14, in due occasioni la squadra non ha trovato la via della rete come in casa con gli israeliani e dalla Juventus mentre nell'ultima settimana (Venezia, Pafos e Milan) si sono realizzate oltre la metà delle marcature stagionali (8) con pure un palo colpito.
I numeri sono interessanti anche per le reti non segnate. Con un pizzico di precisione in più sarebbe finita in goleada con il Venezia (almeno 4 parate importanti di Stankovic), con il Pafos e pure a Milano si poteva fare di più anche giocando solo nell'ultima mezz'ora: il palo di Krstovic e la palla gol fallita da Zappacosta sono lì a dimostrare che il gruppo ha un'attitudine offensiva che, se bilanciata con buona e migliore copertura in difesa, è destinata a dare soddisfazioni.
Il miglior marcatore stagionale della Dea è Krstovic (4 reti) seguito da Scamacca (3) e Raspadori (2), una rete a testa l'hanno segnata Ederson, Samardzic, Gaetano, Kessie ed Elmas a conferma che la squadra è portata a trovare la via della rete con diversi elementi. In particolare, il montenegrino è tra i più attivi mentre Scamacca deve ancora carburare al meglio delle sue possibilità: non è un caso che le occasioni da rete fallite da Krstovic potevano già essere di più e nemmeno di poco (ben oltre al palo).
Tutti i calciatori di centrocampo che sono andati in rete lo hanno fatto con inserimenti o conclusioni da fuori area, esattamente l'essenza di quello che il gioco di Sarri con il 4-3-3 o con il 4-2-3-1 chiede di fare a chi non abita normalmente gli ultimi 20-25 metri ma ci arriva con il movimento e gli inserimenti senza palla. Si tratta di un'attitudine, certo, ma anche di assimilare quelli che sono gli schemi del nuovo allenatore partendo dalla costruzione e cercando di occupare al meglio gli spazi anche in proiezione offensiva.
Tra i calciatori che ancora non hanno trovato la via della rete ma che ci si aspetta possano farlo presto troviamo elementi di alto livello come De Ketelaere, Rowe e Pasalic. Giocatori importanti per il gruppo e che hanno sempre fatto la differenza (almeno i due nerazzurri) anche in passato. In Italia e in Europa. Anche tra i difensori è giusto guardare cercando potenziali marcatori, Kristensen e Scalvini di testa sono molto forti e sui calci piazzati si sono già visti schemi interessanti che portano più giocatori al tiro in modo pericoloso.