La sfida è complicata, l'impianto sarà pieno zeppo di romanisti (aperto anche il settore ospiti con i 150 bergamaschi spostati in Tribuna Monte Mario) e la forza della squadra giallorossa non si può ignorare. Guai, tuttavia, a snaturarsi: adesso è il momento di continuare a costruire. In questo momento, soprattutto con 6 punti in 2 partite, guai a dimenticarsi la strada. L'obiettivo. Il progetto. L'Atalanta a Roma non deve cercare punti ma crescita, snaturarsi per portare a casa il punticino sarebbe un passo indietro, cercare di giocarsela in base ai principi e alle richieste del tecnico darebbe invece gran senso a quanto si prova e riprova da 2 mesi a Zingonia. Il 4-3-3 o eventualmente (per un pezzo di partita) la variante con il 4-2-3-1 rappresentano soluzioni da pesare sul piano tecnico, tattico e fisico. In rigoroso ordine casuale.
Servono segnali, barlumi, tracce della crescita che Sarri auspica ogni volta che prende la parola in conferenza stampa. Perchè uno come lui, troppo esperto per farsi fregare da un gol di Samardzic al 96esimo che porta 3 punti ma poco altro, sa bene che il tempo gli serve ma non c'è, che i risultati ti fanno lavorare meglio ma non sostituiscono il lavoro e che c'è solo una via per alimentare il progetto. Allenarlo, sostenerlo, spingerlo all'errore per metabolizzare la soluzione.
Nessuno toglierà il posto di Gasperini e De Roon nella storia dell'Atalanta. Ma come tutte le storie, anche la loro con la maglia della Dea è finita. Male, purtroppo, perchè c'è modo e modo di fare le cose soprattutto verso un popolo che ti sostiene e ti ha sostenuto per un sacco di tempo anche quando c'erano più ombre che luci. Il tecnico piemontese e il capitano olandese hanno scelto di fare diversamente e noi non siamo nessuno per dire che hanno fatto bene o male. Ognuno si prende le sue responsabilità e ne accetta il commento del popolo.
Sabato sera, allo stadio Olimpico, Gian Piero Gasperini e Marten de Roon (riunitisi all'ombra de Er Cupolone...) saranno l'allenatore e un centrocampista avversari. Nei 90 di gioco dovranno essere trattati come tali, perchè così è lo sport e così è il calcio. Poi, se dopo la doccia, nei meandri dell'Olimpico si saluteranno non è affar nostro. Loro sono professionisti che fanno delle scelte. Si rispettano anche se noi non le consideriamo come sensate.
Sarebbe facile dire Rowe o Kessie, ancora di più puntare sulla voglia di Raspadori di far vedere che può starci anche lui ma la sensazione è che la differenza possa farla Elmas. Magari partendo alto a sinistra nel tridente. Anche sui calci piazzati bisognerà fare attenzione, nelle ripartenze la Roma non è ancora così ben oliata quindi qualche spazio ci sarà: Scamacca e Krstovic, ora tocca a voi.