Il ritorno in campo della formazione di Sarri coinciderà con due partite, tra campionato e Conference League, tra le mura amiche della New Balance Arena: lo stadio di Bergamo dovrà davvero fare la differenza. Lo stadio di casa, storicamente, spinge la squadra dal primo minuto e fino alla fine del tempo a disposizione. È un dettaglio importante, soprattutto nei momenti più difficili. Contro il Venezia servirà questo tipo di contesto forse molto di più che in altre occasioni perché, a priori, la fiducia è tanta ma le insidie non mancano. Ci si aspetta un avversario che non venga di certo a fare la partita e sarebbe illogico pensare ad una Dea improvvisamente e completamente trasformata rispetto alle sfide prima della sosta.
Giusto aspettarsi una crescita ma anche delle difficoltà, importante sapere che si parte 0-0 con l'uomo in più che è rappresentato da chi sta sugli spalti. Certo, i tifosi non giocano e non verticalizzano, non fanno gol e non ne evitano ma pensare che non incida sull'andamento della gare il contesto che la avvolge sarebbe sbagliato. Miope. Soprattutto a Bergamo dove prima di tutto conta dare il massimo di quello che si può dare. "La maglia sudata sempre". Poi alla fine ci stanno fischi ed applausi, guai a non mettere in conto la critica che può essere positiva o negativa ma il sostegno durante i 90 minuti è qualcosa che, per Bergamo e la sua gente, rappresenta una certezza.
Nei momenti come quello che attraversa la Dea è tutto amplificato. I giocatori sono stati fuori un paio di settimane (la maggior parte) e dopo aver respirato la loro nazionale tornano a vivere la quotidianità di Zingonia e di un progetto tecnico che sta ancora partendo. È in fase di rodaggio. Per questo è fondamentale sentire apporto e spinta anche nei gesti più semplici, quando vengono fatti bene ma anche in caso di errore. Perché sbagliare, in questo momento, è ancora più delicato. A prescindere da esperienza e personalità.
Il calcio è un gioco di squadra ma anche qualcosa che vive di emozioni e per dare emozioni. Ci sono periodi in cui è la squadra a trascinare e altri in cui è lo stadio a doverlo fare. Non c'è una logica, non c'è una ricetta: chi vive la partita dagli spalti capisce bene questa differenza, la sente e reagisce. Non devi spiegare ad uno che va all'Atalanta cosa è giusto fare, cosa c'è bisogno di fare quando sei lì. E allora bisogna continuare a farlo, con passione e fiducia: Sarri e i suoi ragazzi vogliono crescere e diventare sempre più bravi, perché stare in alto piace a tutti. Sostenerli, in questo momento, è fondamentale.