Prima di campionato a Bergamo contro il nuovo Sassuolo di Aquilani, tanti i temi che propone il match sia per il presente che per l'immediato futuro visto che giovedì in Ungheria c'è il ritorno del playoff di Conference League La competizione su cui si misura una stagione, per complessità e lunghezza della contesa con 20 squadre coinvolte e 38 partite complessiva da giocare, è il campionato. La Serie A vede l'Atalanta protagonista da ormai oltre 15 anni (21 maggio 2011, Atalanta - Cittadella 2-2, l'ultima gara in B) ma ogni volta si parte da 0 e la volontà è quella di fare meglio. Quest'anno, dopo un decennio di impostazione tattica con la difesa a 3 e atteggiamento in campo orientato all'uomo si parte con un nuovo spartito completamente differente che ha bisogno di tempo per essere assimilato e proposto con i giusti automatismi.
Guardando alla competizione il tempo non mancherà di certo, a patto di credere fermamente in quello che Sarri propone: non parliamo di un tecnico "facile", non è un gestore di risorse ma un insegnante di calcio. E come tutti gli insegnanti ha bisogno che i suoi ragazzi studino, apprendano, sbaglino e si correggano. Il segreto sarà riuscire a farlo incamerando comunque risultati, con un gruppo che viene considerato competitivo ed è stato puntellato nelle posizioni e nei ruoli che si vedevano scoperti e in difficoltà. Ora è tempo di scendere in campo e fare, giocare, sbagliare e riprovarci.
Contro l'Hapoel Tel-Aviv non hanno giocato Kolasinac, Zappacosta e De Roon con Pasalic (12 minuti) che è sceso in campo insieme a Cassa solo nel finale. Chiaro, lo aveva detto Sarri alla vigilia, che si è scelto di far giocare subito chi lavora ad un certo spartito tattico fin dal primo giorno (o quasi) ma è altrettanto evidente che chi non ha fatto bene potrebbe anche non essere riproposto. Quindi i due terzini Bellanova e Bernasconi potrebbero non partire entrambi, davanti il rientro di De Ketelaere o lo spostamento di Samardzic (con De Roon in mezzo) potrebbero dare il cambio a Zalewski.
Tra i convocati c'è pure il nuovo arrivato Elmas, arrivato come mezz'ala il macedone ex Napoli è stato prelevato in prestito dal Lipsia e può subito scendere in campo. In carriera ha giocato anche da esterno d'attacco (andrebbe al posto di Raspadori) e in attesa del mercato, pensando al fatto che lui in Conference non può scendere in campo visto che la lista è chiusa per andata e ritorno, non è escluso che Sarri lo chiami in causa. Stesso discorso per il ballottaggio Scamacca-Krstovic, giovedì scorso si sono alternati con il numero 9 che è partito titolare ma non è detto che stavolta non capiti il contrario.
In un momento in cui la difesa tiene (0 gol presi nelle ultime 3 gare contro Schalke04, Bilbao e Hapoel tra amichevoli e Conference) è chiaro che ci si aspetta un'accelerata in avanti. E considerando anche le voci di mercato, con la Dea che cerca un nuovo attaccante esterno a sinistra, sarebbe molto importante vedere una grande partita di Giacomo Raspadori. Ex di giornata, il numero 18 atalantino ha bisogno di una grande prestazione per togliersi di dosso quella sensazione di negatività che le prestazioni in precampionato gli hanno appiccicato sulle spalle. Anche i centravanti sono chiamati ad una partita importante, da capire se in difesa dopo la convocazione a sorpresa ci sarà dall'inizio Scalvini contro un Sassuolo che, in avanti ma non solo, ha tante assenze e non è di certo nella sua versione migliore.