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21 settembre, 2026 ore 01:24

Caro Orsato ti scrivo, così mi distraggo un po'...

Caro Orsato ti scrivo, così mi distraggo un po'... - RadioDea.it - Giornale Web sull'Atalanta Lettera al designatore degli arbitri Daniele Orsato, scritta da uno che guarda il calcio con gli occhi di chi ci vede dentro qualcosa di emozionante. E per questo si incazza quando le cose vanno al contrario. Quando sono ingiuste.

La lettera

Caro Daniele, ti scrivo e mi permetto pure di darti del tu perché ti ho visto talmente tante volte (dal vivo e in tv) che ormai sembri uno di famiglia. Almeno quella pallonara. Stasera ero a Torino, sono quasi l'1.30 di notte e il nervoso non mi passa. Allo stadio ho visto la trattenuta di Kalulu su Rowe che uno dei tuoi, Zufferli, non ha sanzionato. Pensavo intervenisse il VAR e invece nulla. Ho chiesto ad un amico che ha fatto l'arbitro ad alti livelli e ne sa certamente più di me che mi ha detto "Rigore chiaro". D'impeto, volevo trovare il tuo numero di telefono per dirti cosa penso ma ho preferito lasciare perdere. 

Perché sai, caro Daniele, qui il problema non è la decisione ma quello che ci sta dietro. Io stesso, qualche anno fa, sono andato a fare il corso di arbitro perché volevo capire quanto il regolamento fosse difficile. E poi quanto fosse complicato applicarlo in campo. Non è semplice, l'ho imparato. Ma chi sta al VAR, comodamente seduto in poltrona a Lissone, non può sbagliare. Ha tutti gli strumenti per non sbagliare. Quindi doveva intervenire e punire il fallo su Rowe: mandare l'arbitro a vedere quanto accaduto e fare la cosa giusta. Invece non è successo. Perché?

Hanno ragione quelli che sostengono che siccome vuoi rimettere gli arbitri al centro l'indicazione generale è quella di far decidere a loro? Permettimi, spero sia solo una ricostruzione senza senso. Perché avere uno strumento per evitare errori e non usarlo è stupido. Miope. Illogico e pure irrispettoso. Sarebbe importante, te lo scrivo da Direttore di RadioDea.it che per te non conterà nulla ma qui è una roba seria, andare in tv e spiegare. Se necessario, chiedere scusa. Lo capirei, conosco solo uno che (forse) non sbagliava mai: sta in croce, in tutte le chiese del mondo. 

Tu non sei Gesù Cristo, sei Daniele Orsato. E siccome sei a capo degli arbitri italiani, scendi dal pulpito e spiega al popolo del calcio perché non è calcio di rigore quel fallo di Kalulu su Rowe. Senza giri di parole, senza prese per i fondelli. Perché tu e tutti i protagonisti del circo del calcio vi dovete ricordare bene una cosa: siete quello che siete perché lì fuori c'è gente che segue il calcio con una passione che a volte è pure senza logica. Non meritano di essere presi in giro o, peggio ancora, ignorati. 

Con rispetto e stima. Ma anche con voglia di spiegazioni. 

Fabio Gennari
Direttore di RadioDea.it

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