Nella gara vinta dal Belgio per 2-0 a Roma contro l'Italia, l'attaccante nerazzurro ha giocato una grande partita pur senza trovare la via del gol. E la posizione fa pensare: potrebbe servire lì anche all'Atalanta? Nella sfida contro l'Italia, il Belgio ha fatto una partita davvero di alto livello. Nel 4-1-4-1 proposto dal nuovo mister, De Ketelaere è stato il terminale offensivo e la sua capacità di manovrare con i compagni in verticale, aprire spazi, accelerare per poi mettere la palla indietro sostenendo il peso offensivo non da punto di riferimento alla Lukaku (ovvero spalle alla porta con forza e potenza) ma come elemento di raccordo e sviluppo palla a terra.
"Io mi sento attaccante e Van Bommel mi vede come numero nove. Nell’Atalanta, in questa stagione, sto invece giocando come ala pura: era da parecchio tempo che non mi capitava. Abbiamo due centravanti come Scamacca e Krstovic e io posso giocare all’ala: gli interessi della squadra vengono prima di tutto" ha detto l'attaccante della Dea che in estate era stato cercato anche dal PSG (i nerazzurri volevano 50 milioni) ma alla fine è rimasto a Bergamo. Altro dettaglio importante: la condizione atletica, per quanto si è visto, è in netta crescita e anche questo è un grande segnale.
Nonostante quello che pensi qualcuno sulle convinzioni e sul fatto che Sarri sia bloccato nelle valutazioni sui giocatori, il tecnico della Dea ha dimostrato e sta dimostrando un'apertura mentale importante sulle caratteristiche del gruppo. Ad inizio stagione ha impostato Samardzic da mezz'ala e ha avuto ragione, meno con Zalewski interno e Raspadori largo a sinistra ma, ancora, si sono viste cose importanti con Bellanova che è stato rimesso terzino dopo gli anni da "quinto" e le prestazioni sono da vedere. In passato, Mertens da centravanti atipico è stata una grande intuizione ed è per questo che nulla si può escludere.
Se Sarri vedesse meglio De Ketelaere da centravanti statene pur certi che lo proverà, chiaramente il modulo del Belgio (4-1-4-1) è molto diverso dal 4-3-3 dei nerazzurri ma anche dal 4-2-3-1 che il mister ha già provato. Questo non significa che non si può fare ma che, al contrario, servono prove e soprattutto convinzione in quello che si fa. Un mantra che vale per CDK ma anche per tutti gli altri giocatori della rosa. Si chiama duttilità, qualcosa di decisivo nel monto del calcio di oggi, a tutti i livelli.
Qualcuno potrebbe obiettare che in questo modo ci si ritroverebbe con Scamacca e Krstovic ad affollare il reparto avanzato in mezzo mentre non ci sarebbero grandi varianti per la fascia destra. La verità è che sono problemi di poco conto: adesso l'unica cosa che importa davvero è la capacità della squadra di fare gioco e vincere le partite, tutto il resto eventualmente si aggiusta e se anche ce ne fosse bisogno non bisogna aver timore di pensare al mercato. Scamacca e Krstovic sono giocatori molto validi e interessanti ma se per un certo periodo in quella posizione rendesse di più CDK bisognerebbe accettarlo e lavorare forte per riprendersi il posto.