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15 settembre, 2026 ore 08:01

Il tempo che serve a Sarri chi lo stabilisce? Il gruppo, nessun altro.

Il tempo che serve a Sarri chi lo stabilisce? Il gruppo, nessun altro.  - RadioDea.it - Giornale Web sull'Atalanta Il tifoso si scervella e decide di concedere più o meno tempo in base al risultato. Non a quello che vede ma a come va a finire. Questo è un limite che possono avere gli appassionati da stadio, non cli addetti ai lavori. Quelli, soprattutto se conoscono bene il calcio come Sarri, sanno bene che non c'è nulla da inventare: decide il gruppo.

La premessa tattica.

L'Atalanta per 9 anni ha giocato con dei concetti. Un altro anno, con due allenatori, ha visto la Dea in campo con lo stesso schieramento ma nessuna reale capacità di fare quello che veniva fatto prima. Ora, da 2 mesi (DUE MESI. D U E  M E S I), c'è un ciclo completamente nuovo. Praticamente opposto, a livello tecnico e tattico, rispetto a prima. Per fare un esempio pratico: il calcio della Dea Europea ragionava, nei 110x68 metri (le dimensioni del campo), con la palla come obiettivo e duelli uomo su uomo a tutto campo. Oggi, il calcio "posizionale" di Sarri cerca il controllo di una determinata posizione in campo con letture tattiche, ovvero sui movimenti, che cambiano da situazione a situazione. 

Dal punto di vista del gioco, il calcio va visto come una serie di situazioni che si ripetono. E che tu devi essere bravo ad affrontare di squadra con le contromisure che il tecnico insegna. Certo, se arriva Messi e ne salta 5 di fila poi ogni schema va a gambe all'aria ma nel 98% dei casi non accade questo ma chi attacca cerca riferimenti e principi, chi difende ne blocca alcuni accettando di lasciarne liberi altri. Insomma, giocare a pallone non è una scienza esatta ma pensare che la tattica non esista solo perché non la si conosce è quantomeno bizzarro. 

Gruppo al lavoro
Gruppo al lavoro
Gaetano - Foto Atalanta.it
Gaetano - Foto Atalanta.it

La forza delle idee di Sarri

Maurizio Sarri non è un allenatore in rampa di lancio, non ha bisogno di proporre le sue idee e di discuterle magari per crescere un po' anche lui. No. Maurizio Sarri è uno che insegna calcio. Il suo calcio. Non un calcio vecchio, non un calcio noioso. Il suo calcio. Quello che ha incantato ad Empoli (non al Real Madrid), a Napoli e poi a Roma con la Lazio. Meno alla Juventus ma ci è stato anche poco all'ombra della Mole. 

Questa preparazione, la sua esperienza unita alla capacità di insegnare i suoi meccanismi ripetendoli in continuazione a Zingonia è la base di ogni ragionamento. E no, non è detto che un calciatore professionista conosca già tutto a memoria: ci sono posizioni, modi di stare in campo e atteggiamenti che magari puoi conoscere ma mettere in pratica i dettami del tecnico insieme ad altri 9 compagni di movimento più il portiere non è qualcosa che viene via semplice. Bisogna lavorarci. 

Mister Sarri - Foto Atalanta.it
Mister Sarri - Foto Atalanta.it

La capacità del gruppo di metterle in pratica.

La parte più difficile e meno "quantificabile" in termini temporali è la messa in pratica degli schemi. Se contro il Cagliari sia Scalvini che Kossounou avessero letto prima la situazione, posizionandosi un paio di metri prima verso la porta, oggi staremmo forse a parlare di altro. Se a Roma Zappacosta non avesse affrontato Soulé mandandolo sul piede forte invece che sul fondo (ed era giù troppo basso), parleremmo d'altro. Sono tanti ancora i "se" da affrontare ma possiamo farlo noi che stiamo fuori. Il gruppo ci lavora ogni giorno e la garanzia che si possa fare presto si chiama disponibilità: se accetti di lavorare e fare fatica per andare oltre, ci arriverai. 

Nel gruppo che ogni giorno si allena a Zingonia ci sono giocatori forti. Elementi che magari l'anno scorso hanno fatto male e ora cercano di risalire. Altri che vogliono confermarsi, altri ancora che puntano a stupire. Il mix di tutte queste cose, il valore di calciatori che sono stati presi da chi lo fa di mestiere e non dal calzolaio sotto casa, produrrà effetti. Non ci sono dubbi che accadrà. Il tempo che servirà dipende da come il gruppo riuscirà ad assimilare e proporre quello che Sarri chiede. A parole è semplice, poi c'è sempre il campo. 

Giuntoli e Luca Percassi - Atalanta.it
Giuntoli e Luca Percassi - Atalanta.it
Al lavoro
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