La gara in casa dei bianconeri ha diversi significati, c'è bisogno di risposte importanti sul piano del gioco ma anche di un risultato positivo sia per la classifica che per il lavoro da fare durante la sosta quando mancheranno comunque diversi elementi. La gara di Torino è preziosa per la classifica perché muoverla significherebbe andare alla sosta con 7 o 9 punti in 5 gare. Avendo già affrontato Roma e Juventus. Vero che in questo momento sono più pesanti l'evoluzione del gioco e la crescita della condizione atletica ma sappiamo bene tutti come la luce che illumina il percorso sia più forte, migliore, più avvolgente se corroborata dai risultati. Un esempio? Le gare contro Sassuolo e Bologna, si fossero chiuse con un pari o una sconfitta, avrebbero prodotto un livello di preoccupazione maggiore per il gioco espresso rispetto a quanto hanno fatto mascherate dai risultati.
L'anno scorso in casa della Juventus la gara è finita con pareggio caratterizzato dal bel gol di Sulemana e dall'erroraccio di Kossounou che ha spianato la strada a Cabal per l'1-1. Il 4-3-3 che Sarri dovrebbe opporre alla formazione di Spalletti ha bisogno di test di livello per misurare la sua crescita e la sensazione è che con una settimana intera di lavoro, la seconda di fila nonché l'ultima del 2026 (soste escluse), sia lecito attendersi un'evoluzione positiva di quello che il mister ha in mente per la Dea che verrà. E che sarà, molto presto, quella giusta.
Dopo il fischio finale di Juventus-Atalanta, inizierà per tutte le squadre una sosta di ben 3 settimane (2 week-end senza partite) in cui ci sarà spazio per lavorare ma con i ranghi ridottissimi. Vale per tutti, soprattutto per chi ha tanti giocatori importanti in rosa e quindi paga maggior dazio. Fare risultato a Torino permetterebbe di lavorare meglio, identificando i difetti e cercando di correggerli sostenuti da una considerazione e da un umore diversi: perdere 3-0 o vincere 2-1 in casa della Juventus non è mai la stessa cosa. Per una serie infinita di motivi.
Anche dal punto di vista del giocatore, provare in settimana delle cose e poi vedere che la domenica producono un risultato positivo permette di affrontare ogni step successivo con un piglio, una convinzione, una fiducia mentale diversa rispetto a quando i momenti, sul piano dei risultati a prescindere dal gioco, sono diversi. Sarri era più contento della prestazione dopo la sconfitta con il Cagliari rispetto alla vittoria con il Bologna ma la percezione generale del momento è stata esattamente all'opposto. Nell'ambiente come, c'è da scommetterci, anche nel gruppo.
Senza Kossounou che si è infortunato durante la rifinitura, in difesa ci sarà Kristensen (debutto da titolare dopo lo spezzone contro l'Hapoel) e il lavoro che potranno fare lui e Scalvini insieme ai compagni di reparto è uno dei motivi di attenzione per la gara. Davanti, probabile conferma da titolare per l'ex Bologna Rowe in un tridente composto da Scamacca e De Ketelaere che cerca incisività, gol e nuove soluzioni per una Dea sempre più vicina alla miglior versione possibile che Sarri ha in mente. Attenzione, a gara in corso, a quello che potrà fare Samardzic.