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14 ottobre, 2026 ore 22:35

Marco Carnesecchi, intervista da urlo prima del Pafos

Marco Carnesecchi, intervista da urlo prima del Pafos - RadioDea.it - Giornale Web sull'Atalanta Che fosse un giocatore di personalità lo sapevamo ma alla vigilia di Atalanta-Pafos il portiere della Dea ha detto cose molto importanti per il presente e il futuro della squadra nerazzurra.

Il contesto

Mentre parlava Sarri, Marco Carnesecchi lo ha spesso fissato da vicino. Qualche sorriso, anche nel momento in cui il mister gli ha detto che non gli perdonerà nulla perché conosce bene il suo valore o quando nel finale si è messo a parlare pure in terza persona. Evidentemente Kessie fa tendenza. Scherzi a parte, le parole dell'estremo difensore atalantino sono state importanti perché piene di sostanza, zeppe di quella voglia che uno come lui (pure fresco di rinnovo firmato negli scorsi mesi) mette in campo in ogni allenamento e in ogni partita. 

Che sia un giocatore in grado di portare punti non lo scopriamo certo oggi, sentirlo parlare ti lascia la sensazione che nello spogliatoio non è uno che osserva ma che determina. Uno che partecipa, anche se gioca in porta predisposto ad essere leader senza passare per sbruffone ma per un ragazzo che conosce i suoi pregi ma anche i suoi difetti, si applica per migliorare ma anche per garantire sempre un rendimento importante. Dall'inizio di ogni partita. 

Marco Carnesecchi - foto Atalanta.it
Marco Carnesecchi - foto Atalanta.it
Al lavoro - foto Atalanta.it
Al lavoro - foto Atalanta.it
Carnesecchi e Sarri in conferenza
Carnesecchi e Sarri in conferenza

Le frasi più importanti

Belle e importanti le parole dell'estremo difensore atalantino che ha parlato da vero leader. Senza peli sulla lingua. 

  • Rinnovamento e grandi parate. «Mi trovo molto bene, fare tante parate non è mai un problema. Mi piace essere d’aiuto alla squadra, mi regala consapevolezza e riempie il mio bagaglio esperienza. Secondo me è stato molto positivo cambiare radicalmente storia. Per farlo serve avere coraggio, gli attributi ed è qualcosa che era arrivato il momento di fare. L'impegno, se si parla di me che devo intervenire molto, non è un problema». 
  • Il favore dei Bookmakers. «Avere un peso sulle spalle è una cosa che magari per l'Atalanta non c'è mai stata, mi piace questa sensazione e deve farci sentire forti, pieni di orgoglio. Il livello di questa competizione si è alzato molto. Non dobbiamo avere paura di nessuno, andiamo in campo spavaldi, determinati e per provarci sempre. Essere propositivi, andare forte e non aver nessun timore anche di sbagliare. Siamo felici di essere una squadra tra le più in vista, speriamo di portare a casa qualcosa anche in futuro». 
  • Dove può arrivare l'Atalanta. «Penso che mettersi limiti, in questo momento, potrebbe solo frenare la corsa e l'espressione del nostro potenziale. La società ha fatto un lavoro sul mercato e sull’allenatore davvero importante, ne sono convinto. Vedete la squadra diversa, più compatta, le grandi squadre quante volte lo fanno di giocare con il blocco basso? Succede spesso. Per diventare squadra, in passato questa caratteristica a noi era sempre mancata. Ci porterà risultati, ne sono convinto». 
  • La presenza di Gigio. «Mi hanno fatto questa domanda, ovvero quanto sia sfortunata la presenza di uno come Donnarumma, nello stesso periodo storico in nazionale, anche prima di Turchia-Italia. Io dico che la Norvegia ha Haaland e noi Donnarumma. Con lui si parte con grande certezza, non sono dispiaciuto di non giocare perchè adesso non contano i giocatori ma quello che il blocco Italia riesce a fare per ripartire. È un punto fermo e sono felice che sia con noi». 
  • Quelle uscite alte. «Pensando a quello che posso migliorare, c'è una cosa che mi manda ai matti: devo riuscire a fare qualche uscita alta in più, mi da molto fastidio non riuscirci e ci sto lavorando. Sto migliorando e sto crescendo perché è certo che mi darà benefici, sono uno che non si ferma mai e lavoro per essere il migliore. Aumentare questa caratteristica mi può aiutare ad arrivare in alto. Per diventare ancora più forte». 


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