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17 ottobre, 2026 ore 21:45

Milan-Atalanta, 3 temi: gara preziosa, pezzo del percorso

Milan-Atalanta, 3 temi: gara preziosa, pezzo del percorso - RadioDea.it - Giornale Web sull'Atalanta Sul campo del Milan, con 289 tifosi nel settore ospiti al terzo anello, tra due gare di coppa e con tante assenze da fronteggiare. Eppure la Dea non parte battuta, può giocarsela e di certo proverà a fare qualcosa di importante anche al Meazza

Punto primo: giocarsela, a viso aperto

In casa del Milan, come contro qualsiasi avversario, l'Atalanta deve giocarsela a viso aperto. Senza alcun timore, con la voglia di portare avanti il proprio calcio non preoccupandosi di quello che gli altri possono fare. Non è ovviamente semplice, ogni volta che si affronta una nuova gara ci sono tanti piccoli e grandi dettagli da tenere in considerazione ma è l'identità che ti fa fare la differenza. Quando sei più forte, quando paghi dazio sul piano tecnico o fisico. Se hai un'idea di gioco, se proponi calcio e cerchi di fare gol senza speculare su quello che fa il tuo avversario allora puoi cercare di fare risultato costruendo qualcosa di importante. 

L'evoluzione vista contro Venezia (che ieri ha battuto il Napoli) e Pafos è interessante perché si fonda principalmente (se non unicamente) su quanto detto dallo stesso Sarri nei giorni scorsi: gli ultimi 25 metri sono in mano ai giocatori che nelle ultime due hanno fatto davvero molto bene. La necessità, in questo momento, è quella di ripetersi per cercare di avere la meglio nella contesa sul piano del gioco. Non con una giocata ma con una proposta. Di calcio, ovviamente. 

Jonathan Rowe, a lui il compito di spaccare le difese - foto Atalanta.it
Jonathan Rowe, a lui il compito di spaccare le difese - foto Atalanta.it
Maurizio Sarri - foto Atalanta.it
Maurizio Sarri - foto Atalanta.it

Punto secondo; americani a confronto

Milan - Atalanta è anche Cardinale contro Pagliuca. Ovvero due modi di intendere il calcio diametralmente opposti. Senza entrare in troppi tecnicismi appare evidente come quello nerazzurro sia un proprietario (ha la maggioranza) che delega tutto (o quasi) ai Percassi mentre sulla sponda rossonera del Naviglio si è visto un completo cambio di marcia la scorsa estate con Cardinale che è finalmente sceso in campo per riportare il Milan in alto. Ha cancellato il management e si è messo in prima persona a fare quasi tutto.

Non è detto che ci riesca, al momento ci è riuscito di più Pagliuca con la Dea, ma è palese la volontà delle due proprietà americane: fare bene, certo, ma con gli uomini della galassia Milan impegnati a capire il circo pallonaro per poi aggredire il mondo del calcio e fare business con il calcio mentre a Bergamo, con proprietà solida e bilanci in grande ordine, il calcio a stelle e strisce è, di fatto e nella quotidianità, affidato a chi ne ci lavora da diversi anni anche con ottimi risultati. Ovvero, i vertici della Dea. 

Steve Pagliuca - foto Atalanta.it
Steve Pagliuca - foto Atalanta.it

Punto terzo: scelte quasi obbligate

In questo momento gli assenti sono davvero tanti. A Milano mancheranno Pompei (terzo portiere), Scalvini, Hien, Kossounou, Kessie, Raspadori, Sulemana e Elmas (che è squalificato), contro il Pafos hanno riposato al 100% Rowe e Krstovic mentre Ederson è entrato dopo al pari di Samardzic. In difesa, davanti a Carnesecchi, dovrebbero esserci Bellanova (recuperato), Kristensen, Kolasinac e Bernasconi, in mezzo nel 4-2-3-1 spazio ad Ederson e Gaetano mentre alle spalle di Krstovic dovrebbero esserci Pasalic o Zalewski, De Ketelaere e Rowe. Insomma, pochi cambi ma tanta roba, 

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