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22 settembre, 2026 ore 00:19

Mister tieni duro, la soluzione è il Sarrismo

Mister tieni duro, la soluzione è il Sarrismo - RadioDea.it - Giornale Web sull'Atalanta Quando le cose non ingranano e ci sono pochi riscontri dal campo si tende sempre a pensare che il tecnico debba correre ai ripari facendo marcia indietro. Guai se accadesse, la strada scelta va percorsa fino in fondo, soprattutto se chi è al comando ha i mezzi per fare grandi cose.

Il credo tattico

Abbiamo già parlato del tempo, di quanto sia legato alla capacità del gruppo di assimilare i concetti e tradurli in gioco, occasioni, gol e punti la domenica in campo. La cosa più importante è che le varianti al 4-3-3, il 4-2-3-1 tutto fantasia, il calcio posizionale e quello che Sarri insegna (occhio al verbo, non propone ma insegna) rimangano il caposaldo della stagione e del nuovo corso nerazzurro. Nessuno a Zingonia vuole che ci si metta troppo tempo, l'obiettivo è fare bene e confermarsi in Europa quindi non possono essere alcune settimane di difficoltà a muovere in negativo il sentimento della gente. O meglio, quello può anche essere condizionato (normale per il tifoso) ma chi è al timone non può e non deve mollare. 

Sarri è stato scelto per quello che rappresenta, non per cambiare tanto per farlo. Il confine è delicato: l'Atalanta ha chiamato Giuntoli, il nuovo direttore sportivo ha chiamato e proposto Sarri che l'anno prima non aveva fatto breccia nel cuore dei Percassi e dell'ex D'Amico (aveva già in mente Juric...) salvo poi rifiutare il Napoli e la possibilità di tornare all'ombra del Vesuvio per venire a Bergamo. Si badi bene, questo non è mica un dettaglio: Sarri ha scelto l'Atalanta e l'Atalanta ha scelto Sarri. Con il suo credo tattico, convintamente. 

Mister Maurizio Sarri - foto Atalanta.it
Mister Maurizio Sarri - foto Atalanta.it
Il tecnico della Dea - foto Atalanta.it
Il tecnico della Dea - foto Atalanta.it
Concentrato in panchina - Atalanta.it
Concentrato in panchina - Atalanta.it

Il supporto della società

Il supporto dei dirigenti è nei fatti. Si concretizza ogni giorno, il mister toscano non è uno che ha bisogno di troppe coccole ma fin da quando è arrivato al Centro Bortolotti c'erano tante persone attorno a lui. Chiaro che come tutti gli allenatori anche Sarri avrebbe voluto la squadra pronta al 17 luglio. Ma anche lui, come tutti gli allenatori, sa che non è possibile. E allora si è fidato di Giuntoli, il mercato alla fine è stato spumeggiante con alcuni senatori partiti (Djimsiti e De Roon), due giovani con cui si è fatta cassa (107 milioni per Palestra e Ahanor) oltre ai tanti acquisti che conosciamo. 

L'operazione Rowe, 40 milioni ovvero il più oneroso della storia, certifica quanto la società sia a disposizione per quello che vuole fare il tecnico in campo. Mancava un Lookman? Preso un Lookman. Altre operazioni che si potevano fare (il difensore) non sono state fatte anche di concerto con il mister che è stato seguito e supportato anche nel lavoro quotidiano quando, ad esempio, ha blindato Bellanova: l'Atalanta poteva mandarlo al Fulham per 25 milioni di euro, non lo ha fatto e ora il ragazzo sta rispondendo sul campo. Dal presidente Antonio Percassi, al figlio Luca (AD) passando per gli altri elementi che compongono la società compreso il DS Giuntoli sono tutti a fianco del tecnico. Aspetto da non sottovalutare. Il progetto è di tutti. 

I vertici nerazzurri - foto Atalanta.it
I vertici nerazzurri - foto Atalanta.it

La carica dei tifosi

I tifosi, quelli da stadio che "i ga mia oia de bale" sui social, sono sempre stati al fianco della squadra. Chiaro che non fa piacere a nessuno perdere ma è altrettanto chiaro che non si può prescindere da un sostegno incondizionato alla squadra nel momento più difficile. Come successo con il Cagliari, come accadrà anche nelle prossime. Perché Bergamo e i tifosi dell'Atalanta sono quella cosa qui. E le aperture a Zingonia non fanno che aiutare, sostenere, cementare questo tipo di rapporto e, soprattutto, supporto. Quello che chiedono i tifosi è sempre di dare tutto e provarci, poi le cose possono anche andare male ma c'è un vecchio adagio che recita così: se lotti puoi perdere, se non lotti hai già perso. E allora avanti, Maurizio. La strada è il Sarrismo e Bergamo aspetta di vedere grandi cose sul campo. 

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