Caricamento in corso...
2 ottobre, 2026 ore 23:56

Parola d'ordine? Coraggio. La lezione dell'Italia di Mancini

Parola d'ordine? Coraggio. La lezione dell'Italia di Mancini - RadioDea.it - Giornale Web sull'Atalanta Al cospetto di una Francia infarcita di campioni, l'Italia si è presentata per 9/11 con la stessa squadra che ha dominato la gara in Turchia. Con coraggio, per poco non riuscita la grande rimonta.

Le scelte iniziali

Dal primo minuto, Mancini ha confermato per nove undicesimi la squadra che ha vinto in Turchia. Solo che stavolta si giocava in Francia, contro una macchina da calcio quasi perfetta. Certo, senza Mbappé ma questi quando fanno le convocazioni si trovano a lasciar fuori elementi che in Italia (intesa come campionato o nazionale) giocherebbero pure bendati e su una gamba sola. Il coraggio di Mancini inizia proprio da qui: ho proposto una nuova Italia a Bursa, ha fatto molto bene, insisto su quella linea cambiando Ruggeri con Calafiori (Olise merita un occhio di riguardo particolare) e Raspadori (infortunato) con Kean. 

La gara inizia così con i padroni di casa ad attaccare e l'Italia a ribattere, pallone su pallone. Senza fare barricate ma andando a cercare il gol. Kean se lo divora in avvio e se aggiungete che Frattesi ha un alto paio di occasioni e in area davanti a Maignan si crea più di un pericolo è chiaro che nel primo tempo i segnali siano davvero confortanti. Se scendi in campo con il piglio giusto, senza troppi fardelli mentali e cercando di giocare spensierato, nessun ostacolo fa paura. Si può perdere, certo, ma è l'atteggiamento che conta. 

Lo sviluppo del match

Nella ripresa i giri del motore francese sono aumentati, Donnarumma è tornato ad essere decisivo come non lo era stato in Turchia e solo una punizione all'incrocio dei pali (letteralmente) di Olise ha sbloccato il risultato. Gli azzurri sono andati un po' in apnea, Scalvini in difesa ha fatto ottime cose insieme a tutti i compagni ma in 3-4 occasioni le ripartenze sono state ficcanti e decisive fino al gol di Bastoni che ha sorpreso Da Cunha (Como) e infilato Maignan. 

Da quel momento è iniziata un'ultima partita, la Francia poteva vincere ma anche l'Italia ci è andata vicina e al fischio finale di Gil Manzano c'era Doumbia al limite dell'area di rigore francese pronto per calciare in porta. Un segnale, anche questo, di sfrontatezza e coraggio che regala certezze per il futuro. Pensando all'Italia ma anche all'Atalanta che sarà in costruzione e avrà bisogno di tempo ma, intanto, deve mettere in campo tutto quello che può. Solo così si arriva prima al risultato e, soprattutto, nel cuore dei tifosi. 

Potrebbero interessarti anche

YOUTUBE
RadioDea TG del 23/10/2026: Sarri non è in discussione
AJAX-Atalanta 2-0, il commento
RadioDea TG del 21/10/2026: le ultime da Amsterdam
CONTATTA LA REDAZIONE
Copyright © 2026 - Privacy Policy - Cookies Policy | Tailor made by eWeb