Il prolungamento di contratto del difensore classe 2003, che segue quello di Ederson ad inizio anno e pure l'accordo lungo con Carnesecchi hanno grande significato sia per il progetto che per la capacità della società di proteggere i suoi giocatori migliori Del rinnovo di Scalvini si parlava ormai da diverso tempo, non è un caso che le foto a corredo dell'annuncio siano state fatte a Zingonia da dove il numero 42 manca da una settimana, quindi risalgono a prima della gara contro la Juventus. Al netto delle dichiarazioni di felicità dei protagonisti (video di Atalanta.it compreso), è chiaro che allungare fino al 2031 uno come Scalvini che in estate sembrava sulla via di Manchester, che l'anno scorso era promesso sposo del Newcastle, per cui circolava una valutazione da 65 milioni e con un cambio di procuratore che poteva significare tantissimo, vuol dire tanto.
Non parliamo di un calciatore in scadenza, non è uno di quegli elementi che puntava i piedi e andava in campo svogliato. Può avere limiti, commettere errori, non essere preciso in diverse circostanze ma Giorgio Scalvini quando va in campo lascia tutto quello che può e anche se l'interesse di big del calcio inglese può giustamente farti vacillare è giusto sottolineare che il contratto si firma in due e che se lo ha fatto significa che ha voglia e piacere di restare protagonista nell'Atalanta.
Passando a guardare tutto con gli occhi della società, appare chiaro che i rinnovi di Ederson e Scalvini, oltre a tutte le operazioni di mercato e al nuovo corso di Sarri, sono segnali di continuità importanti. I giocatori forti da Bergamo si muovono se lo decide l'Atalanta in base alle proposte che arrivano, non alla Vlahovic che ha lasciato Torino a parametro zero. Da queste parti l'unico ad essere arrivato a fine contratto (con successivo rinnovo) è stato Pasalic. Tutti gli altri vengono gestiti prima se sono considerati importanti.
Scorrendo la formazione titolare, troviamo Carnesecchi che ha prolungato nei mesi scorsi, Scalvini che ha prolungato, Bellanova che in estate è stato blindato rifiutando 25 milioni, Ederson che ha rinnovato, Kessie che è stato riportato a Bergamo con un ingaggio importante da svincolato, De Ketelaere per cui servivano 50 milioni, Rowe che ne è costato 40 e Scamacca che non ha rinnovato ma che comunque è stato confermato con grande fiducia. Insomma, i pezzi da 90 della squadra orobica non si sono di certo mossi e sono ancora qui per cercare di fare la differenza.
Dietro questi rinnovi, va ricordato, sottolineato e riconosciuto, c'è anche un po' di strategia. Quella che si usa sempre quando si parla di calciatori bravi e importanti. Se la prossima estate qualcuno li vuole, l'Atalanta (come sempre) ascolterà le proposte ma un conto è avere Ederson in scadenza 2027 e un altro è poter parlare di lui con chi è interessato forti di un accordo fino al 2031. Non è la stessa cosa. Quindi certe operazioni, onerose perché parliamo di stipendi importanti considerando il lordo, vanno sempre considerate a 360 gradi. E sottolineate perché sono di alto livello.