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17 luglio, 2026 ore 15:15

Sarri si presenta a Zingonia: "Ho scelto l'Atalanta"

Sarri si presenta a Zingonia: Durante la chiacchierata di presentazione con la stampa a Zingonia, il "timido" (così lo ha definito Giuntoli) nuovo allenatore della Dea ha risposto a tante domande con la solita schiettezza e personalità. La sensazione, diffusa, è che preferisca stare in campo che davanti alle telecamere.

Il contesto

Prendete un personaggio qualsiasi del mondo del calcio, uno di quelli che si atteggiano e cercano sempre di brillare di luce riflessa. Avete presente? Ecco, ora andate dalla parte opposta e troverete lui, Maurizio Sarri. Il nuovo allenatore della Dea ha parlato per la prima volta a Zingonia facendo un figurone, riuscendo a strappare sorrisi ai presenti (compresa la proprietà americana e i Percassi) e lasciando per strada una serie di segnali che, per il presente e il futuro, sono molto importanti. E quando ha chiesto, alla domanda numero 17, "ma devono parlare tutti?" preoccupandosi della sala stampa di Zingonia gremita e al completo si è capito ancora di più che personaggio è planato sulla panchina della Dea. 

Sarri e Giuntoli - Atalanta.it
Sarri e Giuntoli - Atalanta.it

Le frasi più importanti

La chiacchierata con i giornalisti, prima dell'immancabile sigaretta, ha offerto tanti spunti interessanti. Ecco i concetti espressi dal tecnico della Dea:

  • I ringraziamenti: «Prima di tutto anche io vorrei ringraziare i nostri vertici, dalla proprietà, che è qui presente con Antonio Percassi e Steve Pagliuca, a tutti i dirigenti: uno dei motivi per cui sono qui è legato a quanto e come mi hanno cercato. Ho sempre avuto la sensazione, da fuori, che l’Atalanta fosse una società basata sul lavoro e questo mi piace molto, anche perché lo sto vedendo giorno dopo giorno. In carriera mi è capitato di fare grandi annate e poi non essere molto considerato, ma anche di farne di complicate e poi ricevere un sacco di chiamate. Quest’estate è andata così, c’erano opzioni anche per poter vincere subito, ma io ho scelto l’Atalanta. Pensavo di essere vecchio per avere un’opportunità così, l’ho detto anche a qualcuno di voi dopo la semifinale di Coppa Italia, ma le cose poi cambiano»
  • Il nuovo corso: «Dopo una decina d’anni con un certo tipo di calcio, la filosofia è molto differente. Si dovrà cambiare molto e sarà proposto il calcio che sento mio, quello che ho dentro. Credo sarà importante vedere una buona Atalanta, una squadra che lavora durante la settimana e che nelle partite dimostra grande preparazione. Vorrei rendere l’Atalanta una squadra che mi segue, che sposi un nuovo modo di pensare. Nei primi mesi mi aspetto difficoltà, a Empoli ero ultimo dopo nove giornate, poi siamo arrivati in alto per quelle che erano le possibilità. A Napoli dopo due partite avevamo 2 punti, poi è stato quello che è stato. Mi aspetto critiche e difficoltà, ma poi tutto va valutato alla fine».
  • Mercato e richieste: «Dal punto di vista del mercato mi aspetto una stagione con meno difficoltà rispetto all’anno scorso. Giuntoli sa bene cosa mi serve e cosa mi piace, la filosofia dell’Atalanta è quella che conosciamo, mentre per avere conferme sulla qualità della rosa vediamo i titolari che tornano cosa possono dare. Per ora ho avuto un’ottima impressione. La società mi ha chiesto principalmente di lavorare e credo di essere fortunato: è una delle poche cose che mi riesce veramente bene nella vita».
  • La famiglia: «Mi sono sentito subito dentro una grande famiglia. A Zingonia c’è una bella struttura in cui ho trovato gente che lavora con tanta disponibilità ed è il motivo per cui ho scelto questa piazza con grande gioia e convinzione. Sono contento. Il campo dello stadio? Se ne parla poco per superficialità: voi vi fareste operare da un chirurgo con il bisturi in brutte condizioni? Non credo. Ho sempre visto bene il campo di Bergamo, ho fatto una constatazione più che un complimento perché mi pareva giusto così».
  • La rosa: «Come detto, dobbiamo fare tante valutazioni. Per ora stiamo provando sia Zalewski che Samardzic da interni di centrocampo e poi c’è Raspadori, che è un giocatore forte e quest’anno ho la fortuna di poterlo allenare. Non bisogna nemmeno dimenticare due centravanti di valore come Scamacca e Krstovic, valgono 20 gol in due e quindi Giacomo lo stiamo usando da esterno. Il tridente con Raspadori e De Ketelaere ai lati di Scamacca è nei miei pensieri, credo che Gianluca sia un giocatore che ancora deve esprimere il massimo delle sue potenzialità stando bene: abbiamo programmato per lui un lavoro personalizzato che mira a evitare infortuni. Scalvini lo sto provando da centrale, Ahanor dobbiamo ancora decidere se impostarlo difensore o esterno. Kolasinac può fare anche il quarto, come in Nazionale e all’Arsenal, e ci sono giovani aggregati anche che secondo me possono arrivare in Serie A».
  • Il sogno: «Vorrei costruire una squadra forte, che possa provare ad arrivare a vincere qualcosa, anche se a volte il viaggio è più bello della meta: io non sono fissato con il risultato, a Napoli ho vissuto un percorso stupendo eppure non ho vinto».
Sarri e la dirigenza - Atalanta.it
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