Durante la chiacchierata di presentazione con la stampa a Zingonia, il "timido" (così lo ha definito Giuntoli) nuovo allenatore della Dea ha risposto a tante domande con la solita schiettezza e personalità. La sensazione, diffusa, è che preferisca stare in campo che davanti alle telecamere. Prendete un personaggio qualsiasi del mondo del calcio, uno di quelli che si atteggiano e cercano sempre di brillare di luce riflessa. Avete presente? Ecco, ora andate dalla parte opposta e troverete lui, Maurizio Sarri. Il nuovo allenatore della Dea ha parlato per la prima volta a Zingonia facendo un figurone, riuscendo a strappare sorrisi ai presenti (compresa la proprietà americana e i Percassi) e lasciando per strada una serie di segnali che, per il presente e il futuro, sono molto importanti. E quando ha chiesto, alla domanda numero 17, "ma devono parlare tutti?" preoccupandosi della sala stampa di Zingonia gremita e al completo si è capito ancora di più che personaggio è planato sulla panchina della Dea.
La chiacchierata con i giornalisti, prima dell'immancabile sigaretta, ha offerto tanti spunti interessanti. Ecco i concetti espressi dal tecnico della Dea: