Una notte in pullman, una giornata alla scoperta di Amsterdam e il corteo verso lo stadio: Ajax-Atalanta è stata solo l'ultima tappa di un viaggio di oltre mille chilometri. Resta l’amarezza per il risultato e il momento della squadra, ma a rendere più leggero il viaggio di ritorno ci pensa la sempre ottima compagnia. In totale, sono circa 30 le ore di pullman, per 90 minuti di partita. Anzi, per molto di più. Mercoledì 21 ottobre, ore 20. Il primo pullman di Chei de la Coriera in collaborazione con Borgoviaggi parte da Bergamo, seguito dagli altri mezzi diretti verso Amsterdam. Inizia una lunga notte di viaggio, ma a bordo il tempo passa tra cori, chiacchiere e una tavolata improvvisata: vino rosso, pane e porchetta, prosciutto crudo, pizza e persino uva fragola.
Intorno alle 23.30 la prima sosta in Svizzera, poi si riparte fino alle, quando intorno alle 2 il gruppo viene fermato sul confine tra Francia e Germania, lungo il Reno per dei controlli. Seguono altre soste alle 3 del mattino, alle 7 e alle 9 e mezza. Tutto fila liscio sino alle 11.20 di giovedì 22 ottobre, quando gli atalantini arrivano finalmente in quel di Amsterdam.
Prima tutti a pranzo sparsi per la città, poi spazio all'esplorazione: musei, chiese, canali e luoghi simbolo, da quelli culturali come la casa di Anna Frank alle tappe più goliardiche, come i celebri quartieri a luci rosse. Il ritrovo è in piazza Dam, dove verso le 17 parte il corteo organizzato dalla Curva Nord per raggiungere lo stadio. Dopo tante ore di viaggio e una giornata trascorsa in giro per la capitale olandese, è il momento di concentrarsi sulla partita.
La gara, purtroppo, lascia qualche rimpianto. A raccontare le sensazioni del gruppo è Emanuele, di Calcinate, che segue spesso la Dea anche in trasferta: «Viaggiare per la Dea è sempre bello, poi il risultato può solo renderla migliore ma di certo non cancella il viaggio in amicizia, con una sempre ottima compagnia. Sono le persone a fare la differenza». Sulla partita aggiunge: «Non mi è dispiaciuto come abbiamo giocato, ma non tiriamo mai in porta... non capisco come mai».
Dopo la partita si riparte verso Bergamo. La prima sosta è alle 3 e mezza di venerdì mattina, poi un’altra intorno alle 7.30 e una successiva alle 11. A bordo gli umori sono diversi: c’è chi è deluso, chi è rassegnato e chi continua a credere che la squadra possa sistemare le cose. Altri preferiscono dormire, recuperando le energie dopo una trasferta lunga e una notte praticamente in bianco.
Il morale è basso, ma il gruppo ritrova i suoi rituali: si mangia ancora insieme, si beve qualcosa e ripartono le chiacchiere. Piano piano torna anche qualche sorriso, perché il bello di queste trasferte non è soltanto il risultato. Alle 14 il pullman arriva a Bergamo, chiudendo un viaggio intenso di oltre duemila chilometri tra andata e ritorno. La partita ha lasciato l’amaro in bocca, ma non cancella i momenti condivisi lungo la strada. E, nonostante tutto, si pensa già alle prossime trasferte.