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19 agosto, 2026 ore 17:30

Verso Atalanta-Hapoel Tel-Aviv, la conferenza di Sarri: "Squadra di valore, l'abbiamo analizzata"

Verso Atalanta-Hapoel Tel-Aviv, la conferenza di Sarri: Il tecnico della Dea ha presentato la gare contro gli israeliani predicando attenzione e rispetto. Parlando di sorteggio sfortunato e di avversari con dei valori ha riportato un po' tutti con i piedi per terra.

Il contesto

"Questa luce non si può abbassare? Altrimenti con mezz'ora così io esco senza veder più nulla". "Ma tutti quelli che stanno a sinistra devono far domande anche loro o ci fermiamo a questo lato?". "Io vado, vi lascio Ederson. Oh, mi raccomando: non dire cazzate". Basterebbero queste tre pillole registrate a margine della conferenza stampa che ha visto protagonista il mister della Dea prima della sfida con l'Hapoel per far capire quanto sappia essere arguto, simpatico e pure dissacrante il condottiero della Dea davanti ai giornalisti. Poi, certo, la voce bassa non aiuta ma la sensazione è che davvero non ci si annoi mai. 

Sarri prima dell'Hapoel
Sarri prima dell'Hapoel

Le frasi più importanti

Ha toccato diversi argomenti il mister atalantino, riassumiamo i concetti più importanti perché sono tante le cose dette ma anche quelle non dette. 

  • Partita tosta. «Siamo di fronte ad una partita importante, ci teniamo moltissimo alla competizione e devo dire che non siamo stati fortunati a livello di sorteggio. Analizzando l’Hapoel si capisce bene che troviamo una squadra più forte di quello che si potrebbe pensare ad una prima sommaria valutazione. Hanno 3 giocatori sotto la punta che sono molto pericolosi, mi aspetto che la squadra entri in campo con determinazione e voglia in una sfida che va gestita come una partita da 180 minuti: che capiti qualcosa di positivo o di negativo, non bisogna mai perdere la concentrazione. La squadra nelle ultime due amichevoli mi è parsa molto in crescita, spero non sia al 100% perché significherebbe avere ancora molto margine».  
  • Il punto basso. «Spero che il nostro lavoro sia ad un punto molto basso, mancano giocatori per noi importanti come De Ketelaere, Ahanor e Sulemana ma punto parecchio sui margini di crescita: abbiamo iniziato il percorso nuovo ed è evidente che siamo in costruzione. Abbiamo avuto la difficoltà di partire con un progetto nuovo nell’anno del mondiale, con giocatori arrivati dopo. Gli aspetti positivi comunque non mancano: il gruppo è sano, c’è una disponibilità estrema da parte dei calciatori, allenarli regala proprio gusto. Non vedo presunzione, speriamo che si cresca molto e velocemente». 
  • Preoccupazione e fiducia. «Motivi di preoccupazione ci sono, abbiamo il giusto rispetto per gli avversari che non deve essere qualcosa di esagerato ma prezioso per tenere alta l’attenzione. Ciò che più mi regala fiducia, in questo momento, è l’alto livello di identificazione nell’Atalanta: vedo tutte le componenti strette intorno a questo senso di appartenenza e questo mi dà fiducia che nel lungo periodo si possa fare bene. 
  • Samardzic regista. «Per lui giocare in mezzo al campo non penso sia una grande novità, a Udine ha già giocato lì e al ragazzo piace molto e come ho detto a lui proprio ieri, secondo me, tra qualche anno potrà fare anche il vertice basso. 
  • Mercato? Fiducia in Giuntoli. «È sempre un compromesso ma sono giorni che non chiedo nulla a Giuntoli, la mia fortuna è che c’è lui perché se ci sono occasioni lui interviene. Mi fido ciecamente di lui e della società. Io ho 4 partite da preparare in 12 giorni».
  • Campo e basta, il resto in privato. «Affrontare una squadra di Israele? Io sono qui come professionista e rappresentante della società: devo pensare ad affrontare ogni partita e a vincerla. Questo è quello che professionalmente devo fare. Se vuoi il parere da uomo, te lo dico in privato». 

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