Durante la gara giocata con il Cagliari, la Curva Pisani ha esposto uno striscione che pone definitivamente la parola "fine" ad una storia che meritava senza dubbio di chiudersi in un altro modo "Hai scelto di passare nella nostra storia ma di non appartenerle... ADDIO BANDIERINA M. De Roon", firmato Millenovecentosette.
I ragazzi della Pisani hanno usato 15 parole, 95 caratteri (puntini compresi), per chiudere definitivamente con l'uomo che, più di tutti, ha indossato nella storia la maglia dell'Atalanta. Dopo l'improvvisa partenza verso Roma, prima del Bologna, a Bergamo durante la partita con i sardi è comparso uno striscione che non lascia spazio ad interpretazioni: da Bandiera a Bandierina, per i tifosi della Curva, il passo è stato breve. Brevissimo. Magari pure accelerato, proprio come quello di una corsa sotto la Sud al gol di Soulé sabato scorso contro l'Atalanta.
La sua Atalanta. Quella salutata in lacrime sul cancello di Zingonia al mattino prima di arrivare a Roma, tutto sorridente. Quello striscione è un colpo al cuore, del giocatore probabilmente ma anche di tutti quelli che ci avevano creduto. Che pensavano ad Uomo spogliatoio in grado di tenere la barra dritta pur senza essere protagonista. Un drappo esposto al mondo da quella Curva che ha accolto da abbonata anche la moglie di Marten de Roon, Ricarda, che seguiva le partite proprio dal settore più caldo della New Balance Arena. Tutto finito, tutto cancellato in una manciata di ore.
Nessuno cancella la storia. Né quella di Gasperini, né quella di De Roon. Chi adesso è ferito, chi ha vergato quello striscione e chi lo ha applaudito sono tutti nella stessa barca: bellissima storia, pessimo finale. Lo abbiamo scritto, lo abbiamo detto, lo abbiamo sottolineato. Non c'era nessun bisogno di andare a Roma alla vigilia della gara di Lecce (dei capitolini). Si poteva andare in campo e salutare degnamente, invece la scelta è stata un'altra. Legittima? Certo, ci mancherebbe. Ma anche le reazioni, se rimangono nell'ambito della legalità, sono da capire e comprendere.
Ora il prossimo appuntamento sarà nel 2027, la Roma arriverà a Bergamo il 15 gennaio (o già di lì) e c'è già attesa per capire come il pubblico reagirà al doppio ritorno in terra orobica. L'indifferenza è sempre un bel modo di approcciare certe situazioni ma lo stadio è un posto particolare e difficilmente andrà così. E pensare che, tabellone di Coppa Italia alla mano, in semifinale potrebbe anche ripetersi l'incrocio, tra marzo e aprile del prossimo anno. Per fortuna abbiamo un sacco di calcio da commentare, ma alle 22.10 del 12 settembre si è chiusa una storia lunga 445 partite. Male. Molto male.