Il numero 17 dei nerazzurri, dopo un Mondiale in chiaroscuro, ha terminato i suoi giorni di vacanza ed è tornato a lavorare con i compagni al Centro Bortolotti di Zingonia. Non sappiamo cosa si stavano dicendo, d'altro canto Charles De Ketelaere non è famoso perché racconta barzellette spassosissime eppure la faccia di Maurizio Sarri è tutto un programma. Felice, distesa, sorridente. Anche Carletto da Bruges sorride convinto, però è il tecnico a lasciare quell'impressione di chi sotto i baffi, o la barba visto che parliamo di Sarri, se la ride proprio perchè adesso i pezzi del puzzle (esistente) sono tutti a posto. Certo, ne mancano alcuni e sarebbe interessante capire cosa ne pensa Sarri ma questo potremo capirlo (forse) solo alla prossima intervista (quando sarà).
Con De Ketelaere, per tornare al campo e a quella normalità che tanto preferiamo, l'Atalanta in attacco ritrova un pezzo serissimo della squadra. Uno che fa bene agli occhi quando lo guardi, che cambia le partite ma potrebbe essere determinante anche per provare a cambiare Raspadori. L'inerzia del suo omologo a piedi (e fasce) invertiti, che ancora fatica a trovare la quadra. Insomma, un De Ketelaere fa bene a tutti. Ma non è per tutti.
L'Atalanta, nonostante le giuste avances e i giusti interessamenti delle big d'Europa, non ci sente. Per i dirigenti orobici ci sono tanti giocatori importanti in Prima Squadra e non c'è nessuna intenzione di venderli. Soprattutto se sono forti come il belga che al Mondiale ha fatto anche gol, giocando da centravanti. Le vie di Sarri sono infinite ma CDK giocherà a destra con licenza di entrare nel campo e tentare di far male all'avversario che lo conosce ma spesso non riesce a prenderlo.