Ad Istanbul in campo Scalvini, Bastoni e Ruggeri. Con Palestra infortunato che sarebbe potuto essere il quarto, per Mancini una difesa praticamente tutta cresciuta al Centro Bortolotti. Carnesecchi in porta ma, soprattutto, Scalvini e Bastoni in mezzo con Ruggeri a sinistra. E, pensateci, Palestra a destra. Davanti poi c'era anche Cambiaghi, tutti elementi accomunati da un passaggio nel settore giovanile della Dea. Già, caro Mino, tutti figli di Zingonia. Ragazzi per cui puoi dire forte che "i campioni nascono, non si allenano. Il nostro compito è allevare buoni giocatori che possano essere protagonisti nel calcio".
Questo diceva il grande Mino Favini ed è questa l'essenza dell'Atalanta: il settore giovanile, i ragazzi che arrivano in Primavera e Under 23 pronti per il salto, la speranza di vederli protagonisti ai vertici.
La politica degli ultimi anni dei nerazzurri ha portato sempre più italiani alla corte orobica proprio per un discorso di valori e di identità. Del blocco Italia fanno parte anche Cristante, Mancini, Raspadori, Maldini e Scamacca che non sono di certo nati a Bergamo ma che hanno contribuito in modo determinante ai successi degli ultimi 9 anni sotto la guida Gasperini. Una strategia che piace, anche perché nelle giovanili azzurre ci sono un sacco di nerazzurri in erba pronti a sbocciare. E a rendere tutto ancora più verde.