Dentro i 90' minuti più recupero della sfida andata in scena allo stadio Olimpico, tanta sofferenza per i nerazzurri che sono stati beffati nel finale: il risultato è giusto per quello che si è visto in campo ma alcune riflessioni bisogna farle. 🔵1) il TEMPO è un fattore importante nella valutazione di questa partita: Gasperini e Sarri sono due allenatori che costruiscono calcio, in questo momento il giallorosso ha 1 anno di vantaggio sul nerazzurro e anche se lo sapevamo si è visto. Nulla di sorprendente. Anche se i gol decisivi sono arrivati alla fine, il successo della Roma è meritato.
⚫2) l’Atalanta, al netto di un portiere come Carnesecchi che è indubbiamente DECISIVO, ha organizzato una fase difensiva attenta e compatta. Se uno come Malen non incide mai e il tecnico lo cambia sullo 0-1 significa che dietro non hai fatto male. Certo, hanno calciato tanto ma vincerla al 93’esimo con 39 conclusioni tentate non è un merito, anzi.
🔵3) ad una squadra così, in casa loro e alla terza giornata con le prime due in cui hanno fatto così bene mentre tu hai lavorato poco per gli impegni, non puoi pensare ADESSO di imporre il tuo gioco. Nonostante questo prendiamo per buono quanto fatto nella mezz’ora iniziale del secondo tempo (con Krstovic e dopo che Sarri ha aggiustato alcune cose nello spogliatoio) sottolineando che lì, con lo 0-2, potevi chiuderla.
⚫4) Krstovic ha fatto benissimo quando è entrato ma nell’economia di una gara ci sono momenti e situazioni che scrivono la storia della partita e del risultato. Quel gol fallito solo davanti a Svilar è troppo importante per non considerarlo decisivo sulla pagella. Capita, è il calcio e speriamo che anche nelle prossime confermi il suo livello.
🔵5) l’espulsione di Gaetano è pesante perché se nelle prime 5 partite ufficiali Sarri non ci ha mai rinunciato e anche a Roma lo ha lasciato in campo fino alla fine, significa che contro il Cagliari mancherà un pezzo e vedremo come il mister lo sostituirà. Kessié vertice basso?
⚫6) detto della fase difensiva, un aspetto che ancora mi lascia un po’ così è il cambio di campo degli avversari quando attaccano. La linea della Dea sta compatta e stretta, il problema è che stai troppo basso quando gli avversari trovano l’uomo libero sul lato opposto sono troppo vicini alla porta per contrastarli con anticipo. Il mister ha parlato di come vorrebbe la squadra più alta, capace di occupare lo spazio senza farsi schiacciare.
🔵7) per ovviare alla schermatura di Gaetano, spesso (soprattutto nel primo tempo) è stato Samardzic a venire verso Kossounou e Scalvini per prendere palla con l’ex Cagliari che andava nello spazio. Anche in questo caso, automatismi che hanno bisogno di tempo.
⚫8) l’ho scritto ieri sera e lo ribadisco: il risultato non deve condizionare la valutazione del percorso. A chi mi chiede quanto tempo serve per vedere una Dea più “sarriana” rispondo in modo molto semplice: ciclicamente lo chiederò al mister per “misurare” quello che vediamo in campo e quello che ci aspettiamo di vedere.
🔵9) non ci sono tabelle, non ci sono risultati da fare per forza ma quella con il Cagliari è una partita che bisogna vincere per lavorare con la serenità che i tre punti, sempre, ti garantiscono. Va detto che Sarri, anche solo per gli anni sulla carta d’identità, non si lascia certo condizionare dai risultati al 5 di settembre. Lui sa cosa deve fare, noi sappiamo che il suo calcio è diverso da quello di prima. E questo non è per forza un male, è diverso.
⚫10) dentro quello stadio, se prendi gol al 90’esimo, i 5 minuti di recupero diventano 50. E può succedere su tutto. Non ci sono molti impianti, in Italia, che incidono così tanto anche se devo dire che (ad esempio) il direttore di gara mi è piaciuto molto per come ha condotto il match. Senza praticamente mai farsi condizionare dall’ambiente o dalla reazione ai contrasti dei giocatori in campo.
PS1: io non so perché vi stupite delle reazioni della panchina avversaria (TUTTA) al 2-1 di Soulé. Da quando firmi in avanti, è tutto abbastanza normale. Sarebbe strano il contrario.
PS2: tra Bologna e Roma, al 91’esimo avevi 2 punti. Al fischio finale sono 3. Quindi calma e gesso che siamo ancora a credito. Anche se frullano a 500.000 giri/secondo.
PS3: tra i 68mila dello Stadio Olimpico c’erano 158 atalantini che dal settore ospiti hanno spostato in cima alla Monte Mario. Con Obric che, finita la sgambata post partita, è salito dal campo per regalare la maglia a uno di loro. Bravo ragazzo.
Buona domenica!