Caricamento in corso...
14 ottobre, 2026 ore 17:03

Sarri alla vigilia del Pafos: "Squadra di livello, serve umiltà"

Sarri alla vigilia del Pafos: Prima della rifinitura andata in scena a Zingonia, il tecnico dei bergamaschi ha incontrato la stampa insieme a Carnesecchi e ha parlato sia della gara d'esordio in Conference che delle risposte arrivate contro il Venezia. Chiare le sue parole su quello che vale la squadra cipriota.

Il contesto

Il tecnico dei bergamaschi arriva in sala stampa con Marco Carnesecchi e si siede di fronte alla nutrita rappresentanza di giornalisti orobici. Di ciprioti nemmeno l'ombra ma l'interprete, giustamente al suo posto e collegato con cuffia e microfono ai sistemi di registrazione, traduceva comunque per filo e per segno risposte da 100 parole con messaggi lunghi dieci volte tanto in linguaggio assolutamente impossibile da comprendere per chi non è di quelle zone. Risultato? Ogni risposta del mister anticipava un siparietto dove Sarri (che non ama le conferenze, figuratevi i tempi morti) non sapeva più come ingannare il tempo. 

Le dichiarazioni che leggerete appena più in basso, comunque, hanno un significato chiarissimo: la partita di giovedì non lascia tranquillo il mister, Sarri conosce il valore dei ciprioti e le insidie che si saranno ma è anche confortato dal fatto che la sua Atalanta contro il Venezia ha fatto cose ottime, seppur non per tutta la gara. E la capacità di gestire certi momenti, quindi di alternare fasi di assalto ad altre più "pensanti" è una delle caratteristiche che il mister chiede ai suoi ragazzi per partire con il piede giusto anche in Conference League. 

Sarri e Carnesecchi in conferenza
Sarri e Carnesecchi in conferenza

Le frasi più importanti

Il Comandante dei bergamaschi ha risposto a tante domande, ecco i concetti espressi:

  • La preparazione e il tempo verbale: «Come abbiamo preparato la gara? Come prepareremo, sarebbe meglio dire. Per ora abbiamo fatto un po’ di scarico nella seduta di martedì e la preparazione della gara inizierà con la seduta di rifinitura. Il calcio moderno è diventato questo, 3 gare in 6 giorni non permettono di fare altro. La mia opinione? È qualcosa che non mi piace, sono un po’ d’accordo con le curve ma il calendario è questo e andiamo avanti. Chi gioca? Le decisioni sono ancora da prendere, in questo momento è fondamentale tenere in ballo più giocatori possibili». 
  • Testa o gambe nel calo visto contro il Venezia? «Bisogna vedere se è stato un calo fisico o di altra natura quello della ripresa. Vero che nel primo tempo abbiamo espresso qualcosa che mai avevamo proposto: siamo stati al top, secondo i modelli di intelligenza artificiale parliamo di massimi livelli europei. Quando abbiamo avuto il baricentro molto più basso non siamo più riusciti ad essere pericolosi con velocità, a volte siamo anche arrivati al tiro ma poi sprecato. Il Venezia l’ho sempre visto giocare, ha messo in difficoltà tutti e gli ha solo detto sempre male sul piano del risultato».
  • Che gara si aspetta e l'umiltà. «Classica partita europea, difficile. Bisogna prendere atto di certi cambiamenti che sono avvenuti. In Italia le medio-piccole sono cresciute tanto ma anche in Europa succede qualcosa di molto simile. Lo vediamo in tante situazioni. Il Pafos l’anno scorso ha fatto una buona Champions, sono caratterizzati da valori tecnici interessanti con giocatori brasiliani e portoghesi che hanno grandi doti di palleggio. Bisogna avere l’umiltà di accettare i momenti di sofferenza. Questo è fondamentale». 
  • Percezione e conoscenza, da non confondere. «A chi conosce il calcio, è molto chiaro che il Pafos è una squadra di livello. Se la valutazione si fa solo sul nome significa essere superficiali. Noi che siamo dentro conosciamo bene il livello di questa squadra, è elevato e non deve rappresentare una sorpresa. Va tutto messo nelle previsioni. Per noi non è né uno svantaggio né un vantaggio».
  • Il colloquio con CDK. «Ci siamo parlati e lui mi ha detto che in nazionale ha giocato più in mezzo e si è trovato bene, quindi ho pensato di metterlo alla prova in quella posizione di campo visto che stavo pensando al modulo alternativo. Tutto abbastanza normale».
  • Allenamento per la personalità. «È qualcosa che si allena e si cura più fuori dal campo che dentro, bisogna cercare di dare fiducia ai giocatori e poi tanto fa l’atteggiamento. Con il Venezia siamo entrati in campo quasi “violenti”, con voglia di fare. E anche nei 6-7 minuti finali, con la squadra in inferiorità, eravamo “inferociti” in fase difensiva. Abbiamo perso il controllo della partita nel senso che abbiamo accettato il campo aperto, un’azione per parte. Questo non mi piace, a livello di scelte dovevamo capire quando andare diretti verso la porta e quando, invece, palleggiare. Nel finale ho preferito il 4-3-3 per ovviare a questo problema».
  • Carnesecchi centrocampista di personalità. «Il problema è che non lo posso far giocare in mezzo al campo. È uno di quelli cui non perdonerò mai nulla, fa la differenza e lo pretendo. Ha le spalle larghe, è un giocatore di grande valore». 


Potrebbero interessarti anche

YOUTUBE
RadioDea TG del 23/10/2026: Sarri non è in discussione
AJAX-Atalanta 2-0, il commento
RadioDea TG del 21/10/2026: le ultime da Amsterdam
CONTATTA LA REDAZIONE
Copyright © 2026 - Privacy Policy - Cookies Policy | Tailor made by eWeb