Il tecnico della Dea, in una conferenza stampa abbastanza rapida (con la partenza per Roma che incombeva) ha toccato diversi argomenti nella sala stampa di Zingonia. Ecco gli spunti più importanti. Al Centro Bortolotti di Zingonia l'appuntamento è anticipato di mezz'ora: di solito Sarri parla alle 15.30 mentre alla vigilia della Roma la chiamata è per le 15. Certo, c'è un aereo da prendere e i 14 minuti scarsi in cui si concentrano domande e risposte (per la verità sempre pacate, sincere e molto dirette) sembrano pure tanti. Non lo sono, con uno come Sarri vorresti stare a parlare ore perchè è proprio uno che trasuda calcio appena inizia a rispondere ma c'è tempo per fare tutte le richieste al tecnico: la Roma, la condizione della Dea, i singoli, il mercato, perfino un paio di Santi. Ma questa è un'altra storia.
La sensazione, alla vigilia di Roma, è che i 6 punti raccolti in 2 partite mettono la squadra orobica in una posizione non per forza negativa. Non sei a posto, il mister lo dice più volte, e non puoi ancora fare il calcio che vuole. E il mister lo dice. Quindi dentro senza paura cercando di sfruttare anche chi subentra. Che, in questo caso, si potrebbe chiamare Samardzic, Scamacca, Rowe o Kessie. Insomma, proprio malaccio non dev'essere.
Le parole del mister: