Un percorso unico, in grado di avvicinare le scuole del territorio alla casa dell'Atalanta con incontri e percorsi che si snodano durante diversi mesi della stagione agonistica e permettono ai ragazzi di conoscere e comprendere un pezzo del mondo nerazzurro che avvolge città e provincia. A dare la misura del percorso compiuto sono i numeri: nelle 23 edizioni disputate finora, “La Scuola allo Stadio” ha coinvolto complessivamente 34.590 studenti, provenienti da scuole bergamasche e non solo, 2.790 insegnanti e oltre 200 studenti universitari. Un riscontro importante, qualcosa che merita di essere seguito e riproposto con continuità perché dalle scuole, dai ragazzi, con i più giovani si può costruire il prossimo bacino d'utenza dei tifosi nerazzurri. Ma, in secondo luogo, è anche per come si racconta il modello nerazzurro al mondo che atalantino non è che il progetto "La Scuola allo Stadio" diventa prezioso.
Nel corso della mattinata di presentazione sono state inoltre premiate le scuole vincitrici dei concorsi dell’edizione 2025/26 e illustrati contenuti e programma della 24ª edizione de “La Scuola allo Stadio”, che nel corso della stagione sportiva proporrà sette appuntamenti: quattro nel 2026 - il 25 settembre, 2 ottobre, 12 e 13 novembre- e tre nel 2027 - il 15 marzo, 1 e 2 aprile. Ideato dalla psicopedagogista Lucia Castelli insieme a Stefano Bonaccorso, Responsabile Tecnico dell’Attività Pre-Agonistica delle Squadre Giovanili, il progetto porta avanti da oltre vent’anni un percorso la cui valenza formativa è riconosciuta dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno.
Grande orgoglio, durante la presentazione, per il direttore generale nerazzurro Umberto Marino: «Vi porto i saluti di Antonio e Luca Percassi e del co-chairman Stephen Pagliuca. Loro ci tengono tantissimo a queste iniziative che per noi sono un percorso che portiamo avanti a braccetto con le scuole. Si parla di lealtà, di correttezza, di impegno e soprattutto di fair play in campo e fuori. E questa è l’anima di questo percorso socio-educativo che portiamo avanti da tanti anni. Siamo alla 24ª edizione, veramente un numero molto, molto importante».
Per Roberto Samaden, responsabile settore giovanile, il progetto nato quasi un quarto di secolo fa era già nel futuro. ««È incredibile quanto oggi questo progetto sia attuale e avveniristico. Pensare che è un modello di riferimento — siamo stati anche in una commissione parlamentare a presentarlo — e che è nato 24 anni fa da un’idea di Lucia Castelli e di Stefano Bonaccorso è veramente una cosa incredibile. Questo progetto fa parte di qualcosa di più ampio che, come ha detto il direttore Marino, è parte del DNA dell’Atalanta. Ci occupiamo di far giocare i ragazzi a calcio, di cercare di alzare dei trofei e portare giocatori in Prima Squadra, ma Atalanta si è sempre preoccupata del territorio e oggi con il progetto Dea Program abbiamo tantissime attività. “La Scuola allo Stadio” sta dentro questo progetto. Questo penso sia un modello e forse, nell’essere considerati uno dei Settori Giovanili migliori d’Italia, questa è l’unicità del nostro Settore Giovanile»