Caricamento in corso...
29 agosto, 2026 ore 09:27

HAPOEL, Playoff Conference 2026/27 | Coriera Edition

HAPOEL, Playoff Conference 2026/27 | Coriera Edition - RadioDea.it - Giornale Web sull'Atalanta La trasferta in terra ungherese raccontata da chi ha viaggiato per 26 ore, tra andata e ritorno, per seguire i 90 minuti che hanno permesso alla Dea di accedere al tabellone principale di Conference League.

Il viaggio e la partita

Mercoledì 26 agosto, ore 22, piazzale Nuovo Mercato di via Spino: si parte. Il pullman di Chei de la Coriera, 55 posti e mezza Europa da attraversare, lascia Bergamo con quella sensazione che accompagna ogni trasferta: la città dorme, ma sul bus nessuno ha voglia di farlo. «Non dormo mai la notte prima, è più forte di me», ride uno dei tifosi appena salito a bordo. Miskolc è lontanissima, davanti ci sono ore di strada, soste e qualche tentativo di sonno. Il mezzo, nuovo e comodo, aiuta parecchio: sedili reclinabili, spazio per le gambe, aria di casa. «Altro che pullman di trent'anni fa, qui si viaggia bene», commenta un habitué delle trasferte. Prima una sosta verso Venezia, poi Slovenia e Ungheria, mentre fuori dal finestrino il paesaggio cambia piano. Al mattino la colazione condivisa, una brioche a testa e un caffè preparato dall'autista con la macchinetta a bordo. «Questi sono i momenti che rendono speciali le trasferte», dice un compagno di viaggio sorseggiandolo. «Il bello non è la partita, ma è proprio tutto quello che c'è intorno: viaggiare insieme e goderci questi momenti», aggiunge un altro. Verso mezzogiorno Miskolc compare all'orizzonte e la stanchezza lascia il posto alla soddisfazione.

La città accoglie i tifosi atalantini senza fronzoli: un centro che vive lungo Széchenyi István út fino a Szent István tér. «Sembra ferma nel tempo, c'è un'atmosfera quasi surreale con questi edifici un po' retrò», osserva un ragazzo passeggiando nella via principale. Dopo una notte in pullman la priorità è una sola: mangiare. I gruppi si sparpagliano: chi sceglie la cucina tradizionale, chi una costata alla griglia – «porzioni pazzesche, e spendi sicuramente meno che a Bergamo», racconta qualcuno a tavola –, chi cerca pizza o un fritto. E la birra costa meno dell'acqua, dettaglio da non dimenticare. Il pomeriggio scorre tra pub, gelati e passeggiate: qualcuno sale alla chiesa di Avas, tra le tombe dell'antico cimitero. «Da lassù si vede tutta la città, vale la salita», mi confida un tifoso col fiatone. Nessuna tensione con i pochi tifosi dell'Hapoel visti in giro, solo attesa che cresce. Alle 18.20 si parte per lo stadio, scortati gratis da un pullman dedicato. «Adesso ci siamo davvero», dice qualcuno salendo a bordo, mentre un altro sussurra: «Speriamo solo che non sia un'altra Copenaghen». Poi arriva Scamacca, la zampata, l'1-0. «Ho urlato come un pazzo, penso mi abbiano sentito fino a Bergamo», racconta un tifoso ancora senza fiato. «Ne è valsa la pena», il commento più ripetuto della serata.

Il viaggio in bus
Il viaggio in bus
Miskolc
Miskolc
Scorcio ungherese
Scorcio ungherese
La via principale
La via principale

La gioia e il ritorno

Dopo il triplice fischio comincia la parte più delicata di ogni trasferta: tornare a casa. Stavolta tutto fila liscio. Il pullman aspetta fuori dal settore ospiti, ancora sotto scorta. «Meglio di così non poteva andare, né in campo né fuori», commenta un tifoso tornando a bordo. L'umore è tutt'altro rispetto all'andata: qualificazione in tasca, tensione sciolta. Alla prima sosta il momento più atteso: si mangia tutti insieme. Panini, formaggi e salumi trasformano un'area di servizio nel prolungamento ideale del settore ospiti. «È il vero terzo tempo di ogni trasferta», scherza qualcuno arraffando una fetta di salame. È quasi mezzanotte ma nessuno si tira indietro. Poi arriva l'abbiocco: sul pullman cala il silenzio e il sonno, stavolta, arriva facile. In tarda mattinata restano ancora avanzi della sera prima, wafer e stuzzichini, prima degli ultimi chilometri verso Bergamo. Menzione d'onore per la torta fatta in casa da una ragazza, condivisa con tutti, con la raccomandazione dell'autista: attenzione alle briciole. Un gesto semplice per chiudere un viaggio che di semplice aveva ben poco. E mentre il pullman percorre gli ultimi chilometri verso casa, tra chi dorme e chi ancora ripensa al gol di Scamacca, si comincia già a parlare della prossima trasferta. «Vieni anche alla prossima, eh, mi raccomando», dice uno dei tifosi dando una gomitata al vicino di posto, mezzo addormentato. Perché in fondo è anche questo il senso di una trasferta come questa: non solo la partita, non solo il risultato, ma la voglia di ritrovarsi ancora, sullo stesso pullman, per il prossimo viaggio.

Lo stadio
Lo stadio
I tifosi
I tifosi

Potrebbero interessarti anche

YOUTUBE
RadioDea TG del 23/10/2026: Sarri non è in discussione
AJAX-Atalanta 2-0, il commento
RadioDea TG del 21/10/2026: le ultime da Amsterdam
CONTATTA LA REDAZIONE
Copyright © 2026 - Privacy Policy - Cookies Policy | Tailor made by eWeb