Trasferta a Miskolc, in terra ungherese, per la sfida contro gli isrealiani dell'Hapoel sostenuti da oltre 5mila appassionati arrivati appositamente dalla terra natia per spingere i biancorossi ad una storica qualificazione. L'avvicinamento a Miskolc, un paio d'ore a est di Budapest ovvero l'aeroporto di riferimento in Ungheria, scorre senza intoppi. Certo, i ritardi aerei non sono mai buoni alleati ma viaggiare con anticipo verso la destinazione aiuta. L'arrivo in città (parliamo di 150mila abitanti, mica pochi) è un colpo al cuore perché gli occhi vedono prima edifici vecchi di almeno mezzo secolo (rimasti a quel tempo, ovvero senza interventi) e poi centri commerciali o fast-food in zone della città anche abbastanza vicine.
Paradossalmente, la struttura più bella di quelle che si incontrano è lo stadio DVTK, impianto da 15mila posti inaugurato nel 2018 che si incastra perfettamente in una sorta di Cittadella dello Sport che comprende anche diverse altre strutture. La visita prima del match, nel giorno della conferenza stampa ha permesso di arrivare fin sul manto erboso e apprezzare un impianto che lassù, a 100 km dal confine ucraino, c'è comunque qualcuno che ci ha provato e ha pure regalato alla città un impianto niente male. Per il resto, alla vigilia, poco nulla da vedere o segnalare pensando alla città.
Fin dal mattino, aspettando le 20 per il fischio d'inizio, la voglia di trovare un senso ad una città che un senso proprio pare non averlo è forte ma naufraga quasi subito quando si arriva al castello della città che è chiudo per restauri: c'è una data inizio lavori (2017) ma non esiste un cartello che indichi la presunta data di consegna. Anche in questo caso, meglio soprassedere. Un po' come tutto il resto che lascia la sensazione di aver fatto un po' tutti le cose a metà. Parliamo di chi da quelle parti ci vive.