La trasferta di Torino contro la Juventus programmata la domenica alle 18 ha due grandi punti di riferimento da considerare: il pranzo in famiglia e l'eventuale partita di San Siro (la strada è la stessa). Questa volta decidiamo di partire alle 14, a pancia piena con la strada sostanzialmente sgombra da bersi tutta d'un fiato. Il caffè dalle parti di Novara si riesce a prendere al secondo autogrill utile perché quando si incrociano bus di tifosi juventini c'è sempre grande affollamento alle casse. L'arrivo allo Stadium è comodo, il parcheggio riservato e l'accesso diretto evitano qualsiasi ingorgo.
Dentro l'impianto, il passaggio al bar dove ritirare il sacchetto pranzo regala subito una conferma: il catering Juventus è in mano al ristorante Da Vittorio, quindi "made in Bergamo". L'attesa in sala stampa, grande come un campo da calcetto con postazioni a perdita d'occhio, scorre via tra i gol del Frosinone con il Como e quelli di Parma - Genoa. Una volta saliti in Tribuna Stampa (posti dimezzati rispetto al passato), il colpo d'occhio è sempre affascinante ma stupisce per i larghi vuoti sugli spalti.
Amici in Tribuna centrale mandano una foto del settore ospiti (277 gli orobici al seguito), chi è nella Curva della Juventus (molti i vuoti nelle zone esterne) decide di dare sfoggio di clamorosa ignoranza voltando le spalle al campo durante il minuto di raccoglimento per Mazzola e quando la gara inizia ci sono episodi a sfavore che condizionano il risultato. Gol di Conceicao con errato posizionamento difensivo, clamoroso rigore non dato per la trattenuta di Kalulu su Rowe e poco altri nel primo tempo mentre la ripresa è più frizzante.
Il tema del match non cambia, l'Atalanta sbaglia (Rowe e Kristensen non riescono a segnare) e la Juve invece no (zuccata di Bremer) con il risultato che arriva al 90'esimo tra la rabbia per il clamoroso torto subito e la delusione per una Dea che è tutt'altro che coinvolgente e rassicurante. Il viaggio di ritorno è un misto tra analisi del momento e piede sull'acceleratore, bisogna passare Milano prima che finisca la sfida dei rossoneri contro il Lecce per evitare il traffico. Missione ampiamente compiuta e rientro amaro che, comunque, non viene scalfito.