Ultima gara della fase campionato con la possibilità di andare direttamente agli ottavi, in casa dell'Anderlecht perché il Saint-Gilloise non ha uno stadio a norma per questa competizione La trasferta di Bruxelles, dopo lo stop contro il Bilbao che ha cancellato il grande vantaggio per arrivare nelle prime 8, viene vista con una possibilità ma non poi così decisiva. Alla vigilia parlano Krstovic e Palladino e l'arrivo nella capitale belga è semplice: Ryanair volta da Bergamo su Charleroi e poi in macchina è tutto molto semplice. L'Union Saint-Gilloise rappresenta un quartiere di Bruxelles, l'impianto di casa in Champions League è quindi quello dell'Anderlecht situato al centro di un quartiere che proprio ridente non è ma che, comunque, offre tutto quello che serve.
L'accesso all'impianto, alla vigilia, è semplice e viene accompagnato da un pioggerellina che a fine gennaio, da queste parti, è perfino una fortuna. Trovare la neve in Belgio, a questo punto dell'inverno, non sarebbe nemmeno così impossibile. L'impatto con lo stadio, compatto e davvero ben strutturato, lascia la sensazione che in giro per l'Europa la concentrazione di impianti comodi e progettati esattamente per il calcio sia veramente molto alta.
Bruxelles è una città piena di cose interessanti da vedere, stupisce sempre un po' che una delle attrazioni più interessanti sia il "Manneken Pis", una statuetta alta mezzo metro che raffigura un bambino che fa la pipì, ma complessivamente non mancano di certo spunti di interesse (anche culinario, patatine a parte) che valgon bene una passeggiata mattutina. Proprio per il fatto che il Saint-Gilloise non è la squadra della città ma di un quartiere, si "sente" poco la partita nelle ore della vigilia anche perché i belgi sono già eliminati e giocano solo per la gloria.
Nel tardo pomeriggio l'avvicinamento allo stadio è tranquillo e logisticamente comodo, la struttura si trova in un quartiere residenziale e il parcheggio riservato alla stampa è a qualche centinaio di metri. Nessun problema, si arriva comodi e ci sono pure un sacco di soluzioni per mangiare (soprattutto bere) con i locali che hanno pure un sacco di venditori ambulanti sull'uscio. La partita non va bene, Palladino sceglie il turnover e al fischio finale, con il settore ospiti bello pieno, il pensiero corre già al sorteggio. Con una certezza, purtroppo: in caso di passaggio del turno, agli ottavi c'è una tra Arsenal e Bayern. Praticamente una sentenza.